mercoledì 25 aprile 2012

Casa di riposo...


CASA DI RIPOSO:
IPAB E COMUNE DI ALBAREDO RISCHIANO IL FALLIMENTO

Dopo aver rifiutato un contributo di 1.500.000 euro da parte della Regione, la Giunta Leghista gioca sulla pelle dei cittadini di Albaredo e stipula una convenzione con una cooperativa (CSA di Mantova) per la realizzazione e la gestione della nuova Casa di Riposo. Ricordiamo tutti che in un giornalino diffuso dall’amministrazione comunale – tutto rigorosamente a carico dei contribuenti – il Sindaco aveva definito l’avvenimento “epocale”.
Ora, nella documentazione relativa a quell’operazione “senza precedenti”, siamo riusciti a trovare delle grossolane dichiarazioni fatte solo per propaganda.


Premesso che:
  • la Regione aveva bocciato nettamente il progetto, ritenuto insensato: è stato ripescato solo dietro forti sollecitazioni politiche
  • attualmente la Casa di Riposo accoglie 68 anziani di cui 36 non autosufficienti e 32 autosufficienti
  • la conferenza dei sindaci dell’ULSS 20 ha dato il proprio assenso limitatamente a 58 ospiti, di cui 36 non autosufficienti e 22 autosufficienti
  • CSA si è assunta l’impegno del progetto, della realizzazione della struttura, della fornitura di arredi ed attrezzatura con una gestione di 35 anni
  • trascorsi 35 anni CSA lascerà il tutto gratuitamente all’IPAB (la costruzione, non il terreno su cui insiste, però …) senza specificare in quale … stato
  • tutto o quasi il personale IPAB sarà licenziato e assunto dalla cooperativa, senza specificare se e come manterrà inalterato per l’avvenire luogo di lavoro e livello economico


Rileviamo che:
  • (come sembra) il terreno inizialmente destinato al Comune a prezzo agevolato è poi stato, quasi per magia, destinato allo stesso prezzo a un privato, quale C.S.A.
  • tale scelta comporta la quasi totale esternalizzazione del servizio e del relativo personale, con immaginabili gravi ripercussioni di ordine economico per ospiti e lavoratori
  • le rette saranno “di mercato” e rivalutate annualmente con i rincari che graveranno sui futuri ospiti e le loro famiglie


Ma soprattutto evidenziamo che:
  • in caso di “risoluzione della concessione” NON ci sono garanzie per gli Enti Pubblici (IPAB e COMUNE DI ALBAREDO)
  • in caso di risoluzione anticipata, ANCHE PER SCELTA o COLPA di CSA, IPAB e/o Comune di Albaredo dovranno pagare l’affitto delle strutture e degli arredi a CSA, per un importo che ci si immagina molto alto, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro annui, tale da mandare letteralmente in rovina l’Ente pubblico.

In particolare, sempre dalla concessione, risulta strano che, in caso di ritiro dell’accreditamento a CSA da parte della Regione, le conseguenze di tale mancanza debbano essere sopportate esclusivamente dall’IPAB o dal Comune che si dovranno fare carico del pagamento del pieno affitto alla cooperativa.

Addirittura sconcertante appare la clausola prevista che testualmente recita “la concessione si risolve anche in caso di rinuncia - non imputabile alle altre parti firmatarie della presentae convenzione – della gestione da parte di CSA e il tal caso viene prevista una penale (da versare all’IPAB) in capo alla stessa pari al 10% in ragione d’anno dell’importo del canone d’affitto, con il subentro nella gestione dell’IPAB”.
Pare di capire che se CSA rinuncia alla gestione perché non ha fatto bene i conti o non vi sono ospiti a sufficienza o non riesce ad essere concorrenziale nel mercato, a farne le conseguenze saranno i cittadini di Albaredo tramite l’IPAB o il Comune.
Infatti l’IPAB subentrerà nella gestione fallimentare e pagherà anche l’esoso affitto a CSA, con la sola irrisoria riduzione del 10% del canone.

Insomma, il rischio d’impresa non sarà mai a carico di CSA che, anche se l’operazione dovesse andare male, si è garantita un lauto affitto per 35 anni, mentre IPAB e/o Comune di Albaredo andranno sul lastrico.

Per contro, nel caso le cose andassero bene ci troveremo di fronte ad una regalia, politicamente ancora più grave ed imbarazzante, perché i termini di tali operazioni si limiterebbero usualmente a  25 anni e non a 35 anni come in questo caso.