domenica 27 novembre 2011

GOVERNO MONTI

GOVERNO  MONTI
GOVERNO DI SALVEZZA NAZIONALE

Bossi e Berlusconi tentano di riscrivere la storia approfittando della tregua parlamentare per far fronte al baratro economico nel quale ci hanno spinto.
Il primo, per bocca di Maroni, vuole far credere che il Governo Monti sa mettere solo tasse dimenticando che il conto da pagare lo hanno lasciato la Lega e il Pdl e il secondo vuole far credere che il suo passo indietro sia un gesto di generosità.
Niente di più falso e noi non possiamo dimenticare o far finta di dimenticare.
Come dice Rosy Bindi, non possiamo tacere sul fatto che Berlusconi si è ritirato solo quando è stato certificato che non aveva più la maggioranza e non possiamo dimenticare che Bossi e Berlusconi hanno attaccato in tutte le maniere le nostre Istituzioni, che ci hanno fatto fare delle figuracce ai vertici internazionali, che hanno costantemente cercato l’indebolimento dell’Europa, che hanno depresso la crescita, che hanno aumentato il debito pubblico e le disuguaglianze, che hanno portato, loro si, la tassazione a livelli record.
Il PARTITO DEMOCRATICO si propone come garante del nuovo corso governativo perché le misure da adottare siano eque e puntino alla crescita.
Le misure devono pertanto riguardare la lotta all’evasione fiscale, le liberalizzazioni vere, e un riordino della pubblica amministrazione con provvedimenti che colpiscano le corruzioni e le sopraffazioni.
I sacrifici devono essere distribuiti in maniera proporzionale alle possibilità economiche dei cittadini e non devono gravare sulle famiglie, sul lavoro e sulle imprese come fino ad ora ci ha obbligati il duo Bossi-Berlusconi.
Il lavoro deve essere riorganizzato non per avere una flessibilità indiscriminata ma per creare i presupposti di una maggiore occupazione dei giovani e delle donne.
Il lavoro precario deve costare di più di quello stabile e il ciclo lavorativo deve concludersi con trattamenti certi da parte del sistema pensionistico.
I sacrifici devono essere equi: devono essere ricercati e tassati i grandi patrimoni e puniti gli evasori fiscali.
La politica deve fare la propria parte rinunciando a privilegi di casta e impegnandosi a realizzare le iniziative volte a far pagare di più chi ha di più.

VERGOGNA
La Lega al governo ha:
distrutto i conti pubblici
aumentato le tasse
fallito sul federalismo
difeso privilegi e sprechi
bloccato il credito
aumentato la disoccupazione
e adesso, scappa via

IRRESPONSABILI

mercoledì 16 novembre 2011


BERLUSCONI E BOSSI NON SONO PIU’ AL GOVERNO
ERA ORA
Il governo di Berlusconi e Bossi ha aumentato le tasse e ha fatto pagare il suo fallimento all’Italia.

Per tre anni questo governo ha ripetuto che l’Italia era il Paese che stava meglio nel mondo. Quando il governo di Berlusconi e Bossi si insediò nel 2008, il Partito Democratico propose di utilizzare le risorse disponibili per stimolare la crescita e l’occupazione. Il governo, invece, usò oltre dieci miliardi per l’Alitalia, per togliere l’Ici ai proprietari degli appartamenti di maggior pregio e per eliminare la tracciabilità dei pagamenti. In più fece uno scandaloso condono a favore degli esportatori di capitali.

Da tempo il Partito Democratico ha denunciato il deterioramento dell’economia e la necessità di un intervento per sostenere la crescita ed il risanamento dei conti pubblici. Appena qualche settimana fa, Tremonti e il governo di Berlusconi e Bossi affermavano che tutto andava bene e che sarebbe bastata una semplice “manutenzione dei conti pubblici”.

Il risultato è stato la messa in atto di una serie di manovre pesantissime che hanno aumentato a dismisura le tasse:
  • niente per la crescita
  • niente contro l’evasione fiscale
  • niente liberalizzazioni
  • niente per i giovani e l’occupazione femminile.
Il Paese è arrivato sull’orlo del baratro e l’Europa ha commissariato l’Italia.

ORA E’ IL MOMENTO DEL GOVERNO MONTI

Il Partito Democratico ha riformulato le proprie proposte per una strada alternativa, segnata dall’equità e dalle riforme per  uno sviluppo sostenibile con:
  • riduzione dei costi della politica;
  • contributo di solidarietà straordinario sui 105 miliardi condonati nel 2009;
  • un’imposta patrimoniale ordinaria sui grandi valori immobiliari basata su criteri progressivi;
  • lotta vera all’evasione fiscale;
  • dismissioni di immobili pubblici;
  • liberalizzazioni efficienti;
  • stabilizzazione delle agevolazioni fiscali per l’efficienza energetica;
  • politiche industriali per l’innovazione tecnologica e la ricerca.

PERCHE UN GRANDE PAESE MERITA UN FUTURO MIGLIORE
Per ritrovare fiducia e credere nel cambiamento
Per il riscatto della nostra immagine nel mondo
Per una politica partecipata, seria e sobria
Per restituire al lavoro senso, valore e dignità
Per sentirci sicuri e liberi
Per riprenderci il futuro
Per l’Italia