giovedì 22 novembre 2012
Primarie
LIBERI DI SCEGLIERE !
Partecipa anche tu alle primarie del centrosinistra, domenica 25 novembre.
Puoi votare dalle 8,00 alle 20,00
in AULA
MAGNA
Scuole Medie di Albaredo D’Adige
Possono votare tutti i cittadini italiani e gli stranieri con regolare permesso di
soggiorno, dai 18 anni in su,
residenti ad Albaredo d’Adige.
Per votare non è necessario
essere iscritti al Pd, la partecipazione è libera.
Basta raggiungere il seggio con un documento di identità e la tessera
elettorale.
Resta in
contatto con noi,
partecipa
al cambiamento!
Come votare alle primarie
QUANDO SI VOTA
Domenica 25 Novembre 2012, dalle ore 8 alle ore 20. Qualora nessuno dei candidati dovesse raggiungere la metà più uno dei voti validi, il ballottaggio (tra i due candidati più votati al primo turno) si svolgerà Domenica 2 Dicembre, con gli stessi orari.
CHI PUÒ VOTARE
Tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni, entro il 25 novembre 2012; i cittadini di altri paesi europei residenti in Italia e i cittadini di altri paesi con regolarepermesso di soggiorno e carta d’identità. Possono inoltre votare, con apposite modalità, gli italiani residenti all’estero e gli studenti e/o lavoratori fuori sede.
CHI PUÒ VOTARE ALL’EVENTUALE SECONDO TURNO?
Può votare al secondo turno solo chi si è registrato al primo, a meno che non dimostri di non essersi potuto registrare nei termini previsti.
COSA PORTARE AL SEGGIO
Un documento d’identità, la propria tessera elettorale e il certificato dell'elettore rilasciato dall'ufficio elettorale della coalizione di centrosinistra al momento della registrazione.
Se si è effettuata la pre-registrazione online, portare con sé la stampa della scheda per ritirare all'Ufficio Elettorale il certificato di elettore prima di procedere al voto.
Se si è effettuata la pre-registrazione online, portare con sé la stampa della scheda per ritirare all'Ufficio Elettorale il certificato di elettore prima di procedere al voto.
Sarà possibile registrarsi al proprio seggio di riferimento anche il giorno stesso delle votazioni.
lunedì 29 ottobre 2012
Casa di riposo
Abbiamo assistito alla
posa della prima pietra del nuovo edificio della casa di riposo e ne seguiremo
con interesse gli sviluppi, sotto tutti
i punti di vista.
E’ nell’interesse di
tutti che ad Albaredo ci sia una casa di riposo, com’è oltremodo importante la
qualità dell’assistenza data agli ospiti e il rispetto dei diritti dei
lavoratori impegnati nella struttura.
Faremo particolare
attenzione alle rette che dovranno essere pagate, affinchè non aumentino a
dismisura.
Del resto la cura e la
salvaguardia della casa di riposo era un preciso impegno che avevamo preso
nella precedente campagna elettorale.
I metodi con cui la
giunta leghista ha affrontato il problema e le prospettive sulla questione non
sono affatto tranquillizzanti.
Abbiamo già più volte
riportato le nostre preoccupazioni al riguardo e rimandiamo per gli
approfondimenti al nostro sito “ www.pdalbaredo.blogspot.com “.
Dal Sindaco e dalla sua giunta attendiamo sempre delle risposte:
·
Come mai è stato
firmato un contratto con una società privata con la clausola che se tutto va
bene e ci sono ritorni economici positivi a guadagnare saranno i privati,
mentre se le cose dovessero andare male tutti i costi saranno scaricati sul
Comune?
·
Come sarà il
trattamento degli attuali dipendenti e per quanto tempo saranno garantiti gli
stessi attuali diritti ?
·
Quali saranno le
rette a carico degli ospiti e/o delle loro famiglie quando la gestione sarà
privata?
Cosa ci aspetta
Abbiamo di fronte a noi alcuni mesi carichi di scadenze
molto importanti. La crisi economica molto pesante e ancora tutta da superare
ci spinge ad assumere comportamenti ed azioni responsabili, ci spinge ad essere
parte attiva sulla cosa pubblica e ad essere protagonisti per il bene nostro e
dei nostri figli.
Le elezioni politiche sono vicine e dobbiamo
affrontarle con impegno e con la determinazione di arrivare alla guida del
Paese, per cambiare finalmente la politica disastrosa del vecchio governo del
PDL e della Lega, che ci hanno portato al disastro economico, sociale e morale.
Bisogna
ricostruire il Paese e ridare un avvenire a tutti noi.
In primavera ci saranno le elezioni politiche, abbinate
anche alle elezioni comunali nel nostro paese. Non vogliamo più un uomo solo al
comando o personaggi alla Berlusconi e Bossi che imperversino sulla cosa
pubblica, distruggendo tutto e tutti. Non vogliamo più il dilagare della
corruzione e lo sperpero e/o appropriazione del denaro pubblico sottratto ai
servizi dei cittadini più deboli. Non vogliamo più un Sindaco (guarda caso
leghista) che firma contratti in cui si stabilisce che se le cose vanno bene a
guadagnare saranno i privati e se
invece vanno male a pagare dovrà essere il Comune. Non vogliamo più un Sindaco
che aumenta lo stipendio suo e dei suoi tagliando i servizi al cittadino. Non
vogliamo più un Sindaco che disperde le risorse comunali in ristrutturazioni
assurde e lascia deperire gli immobili nuovi solo perché sono stati realizzati
da altri e non c’è da mettere mano al portafoglio. Non vogliamo più un Sindaco
che ha bloccato tutto per tre anni e poi al quarto realizza in ritardo le opere
di ordinaria amministrazione, peraltro già programmate e deliberate prima del
suo arrivo, in modo confuso e caotico caricando il bilancio comunale di oneri, utili
solo a portare il deficit a livelli spaventosi e per propaganda elettorale. Non
vogliamo più un Sindaco e una giunta che hanno deliberatamente trascurato la
salvaguardia del territorio infischiandosene delle prerogative agricole e
zootecniche caratteristiche e fondamentali della nostra economia e della nostra
cultura. Non vogliamo più un Sindaco che non sappia avere attenzione per i
servizi ai cittadini togliendo le risorse necessarie all’assistenza, agli
asili, alla cultura per fronteggiare interessi personali. Non vogliamo più un
Sindaco che si dimentica del lavoro e dello sviluppo del territorio, salvo poi
cercare di attrarre un’azienda altamente inquinante e sicuramente senza
capacità di creare posti di lavoro come il “forno crematorio” categoricamente
rifiutato in tutto il resto del circondario.
Con tutti coloro che non vogliono più tutto
questo, siamo disposti e vogliamo confrontarci nei prossimi giorni e mesi
per discutere ed approntare un programma
costruttivo per il nostro paese, sia per le elezioni politiche che
amministrative.
Vogliamo
perciò parlare della difesa dei diritti dei cittadini, del contenimento dei
costi della politica, dello sviluppo sostenibile del nostro territorio, della
programmazione delle opere da intraprendere, del sostegno alle categorie più
esposte alla crisi e alle famiglie. Vogliamo cercare una soluzione per
incrementare l’assistenza agli anziani, per rinforzare gli asili nido e non
solo, per accompagnare i giovani dalle prime fasi della loro formazione al loro
inserimento nel mondo del lavoro.
Vogliamo
confrontarci con tutti coloro pronti ad impegnarsi su questi temi, per arrivare
a trovare soluzioni unitarie e utili per affrontare il futuro del paese.
L’impegno di tutti è quello di diffondere e
presentare i nostri programmi a tutta la cittadinanza, agli amici, ai parenti e
conoscenti sia in vista delle elezioni comunali che di quelle nazionali.
L’impegno di tutti è quello di creare le condizioni
per un’ ampia partecipazione alle elezioni Primarie
del Partito Democratico (25 novembre), per designare il Candidato Premier alle
elezioni Politiche.
L’impegno di tutti è quello di creare le condizioni
perché in Albaredo ci sia un effettivo cambiamento con una nuova amministrazione
al servizio dei cittadini.
L’Impegno di tutti è quello di cercare un’ampia
condivisione sui problemi generali dei cittadini e degli albaretani, perché il
voto non sia un appuntamento di routine ma, invece, un impegno cosciente e
mirato per esprimere ed esercitare un diritto e un dovere per il bene della
collettività.
domenica 5 agosto 2012
Italia Bene Comune
L’Italia ce la farà se ce la faranno gli italiani. Se il paese che lavora, o che un lavoro lo cerca, che studia, che misura le spese, che dedica del tempo al bene comune, che osserva le regole e ha rispetto di sé, troverà un motivo di fiducia e di speranza.
L’Italia perderà se abbandonerà l’Europa e si rifugerà nel suo spirito corporativo, se prevarrà l’interesse del più ricco o del più arrogante. Se speranza e riscatto non saranno il capitale di un popolo ma scialuppe solo per i furbi e i meno innocenti.
Sappiamo che la politica ha le sue colpe. E che quanto più profonda si manifesta la crisi, tanto più le classi dirigenti devono testimoniare il meglio: nella competenza, nella condotta, nella coerenza. Questo sarà il nostro impegno e la bussola per il nostro compito. Con la stessa sincerità, diciamo che non siamo tutti uguali. Non sono uguali i partiti, le persone, le responsabilità. Gli italiani sono finiti dove mai sarebbero dovuti stare perché a lungo sono stati governati male. Noi vogliamo chiudere quella pagina e aprirne un’altra.
L’Italia, come altre grandi nazioni, è immersa nella fine drammatica di un ciclo della storia che ha occupato l’ultimo trentennio. La gravità del quadro elimina molte certezze. Ma sono proprio le grandi rotture a dettare le regole del futuro. Nel senso che da una crisi radicale – dell’economia e della democrazia – non si esce mai come si è entrati. Le crisi cambiano il paesaggio, le persone, il modo di pensare. La sfida è spingere quel mutamento verso un progresso e un civismo più solidi, retti, condivisi. Davanti a noi, adesso, c’è una scelta di questo tipo: se batterci per migliorare tutti assieme o rinunciare a battersi. Se credere nelle risorse del Paese o affidarsi – e sarebbe una sciagura – alle risorse di uno solo. Se unire le energie disponibili e ripensare assieme l’Europa, o attendere che altri scelgano e dicano per noi.
Questo è il momento di decidere cosa vogliamo diventare. Quale ruolo dare a una nazione con la nostra tradizione, situata nel cuore di un Mediterraneo che le rivolte giovanili stanno modificando come mai era accaduto. Quale democrazia rifondare, dopo una crisi che ha corretto i confini della sovranità dei singoli stati. Insomma questo è il momento di ricostruire l’Italia che lasceremo a chi verrà dopo.
Il prossimo Parlamento e il governo che gli elettori sceglieranno avranno tre compiti decisivi. Dovranno guidare l’economia fuori dalla crisi rimettendola salda sulle gambe. Dovranno ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Dovranno rilanciare – in un gioco di squadra con le altre nazioni e i loro governi – l’unità e l’integrazione politica dell’Europa.
Vogliamo dunque proporre la traccia di una discussione aperta sull’Italia attorno ad alcune idee fondamentali. Cerchiamo un patto con le forze politiche democratiche, progressiste e di una sinistra di governo, con movimenti e associazioni, con amministratori, con ogni persona e personalità che voglia contribuire a un progetto per uscire da una crisi senza eguali nella nostra memoria. Una crisi che affrontiamo con la zavorra di un debito pubblico da ridurre drasticamente e che richiederà scelte responsabili, di rigore e allo stesso tempo di enorme coraggio. Bisogna vedere i problemi e insieme cogliere le occasioni. L’Italia è in grado di farlo ma deve avere più fiducia nei suoi mezzi e meno paura del viaggio che dobbiamo fare. Non è più tempo di “contratti”, promesse, sogni appesi a un filo. Adesso è tempo di ripartire. Perché il peggio può essere alle nostre spalle. Se lo vogliamo.
Abbiamo alle spalle il decennio di una destra impregnata di promesse e parole che hanno reso più confuse e opache la politica e l’azione del governo. Mentre davanti a noi l’ansia del cambiamento si sente con più forza. Noi – i democratici e i progressisti – questa volta non inviteremo a sognare. Insieme con il Paese che resiste e vuole ripartire apriremo bene gli occhi e ascolteremo. Assumeremo degli impegni. Discuteremo con la società consapevole i traguardi di un’Italia da rifare. Siamo pronti e non siamo soli. Siamo convinti di avere cose da dire, e soprattutto molte cose da fare. Per l’Italia, bene comune
mercoledì 25 aprile 2012
Casa di riposo...
CASA DI RIPOSO:
IPAB E COMUNE DI ALBAREDO
RISCHIANO IL FALLIMENTO
Dopo aver rifiutato un
contributo di 1.500.000 euro da parte della Regione, la Giunta Leghista gioca
sulla pelle dei cittadini di Albaredo e stipula una convenzione con una
cooperativa (CSA di Mantova) per la realizzazione e la gestione della nuova
Casa di Riposo. Ricordiamo tutti che in un giornalino diffuso dall’amministrazione
comunale – tutto rigorosamente a carico dei contribuenti – il Sindaco aveva
definito l’avvenimento “epocale”.
Ora, nella documentazione
relativa a quell’operazione “senza precedenti”, siamo riusciti a trovare delle
grossolane dichiarazioni fatte solo per propaganda.
Premesso che:
- la Regione aveva bocciato nettamente
il progetto, ritenuto insensato: è stato ripescato solo dietro forti
sollecitazioni politiche
- attualmente la Casa di Riposo accoglie
68 anziani di cui 36 non autosufficienti e 32 autosufficienti
- la conferenza dei sindaci dell’ULSS 20
ha dato il proprio assenso limitatamente a 58 ospiti, di cui 36 non
autosufficienti e 22 autosufficienti
- CSA si è assunta l’impegno del
progetto, della realizzazione della struttura, della fornitura di arredi
ed attrezzatura con una gestione di 35 anni
- trascorsi 35 anni CSA lascerà il tutto
gratuitamente all’IPAB (la costruzione, non il terreno su cui insiste, però
…) senza specificare in quale … stato
- tutto o quasi il personale IPAB sarà
licenziato e assunto dalla cooperativa, senza specificare se e come
manterrà inalterato per l’avvenire luogo di lavoro e livello economico
Rileviamo che:
- (come sembra) il terreno inizialmente
destinato al Comune a prezzo agevolato è poi stato, quasi per magia,
destinato allo stesso prezzo a un privato, quale C.S.A.
- tale scelta comporta la quasi totale
esternalizzazione del servizio e del relativo personale, con immaginabili
gravi ripercussioni di ordine economico per ospiti e lavoratori
- le rette saranno “di mercato” e rivalutate
annualmente con i rincari che graveranno sui futuri ospiti e le loro
famiglie
Ma soprattutto evidenziamo che:
- in caso di “risoluzione della
concessione” NON ci sono
garanzie per gli Enti Pubblici (IPAB e COMUNE DI ALBAREDO)
- in caso di risoluzione anticipata,
ANCHE PER SCELTA o COLPA di CSA, IPAB e/o Comune di Albaredo dovranno
pagare l’affitto delle strutture e degli arredi a CSA, per un importo che
ci si immagina molto alto, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro
annui, tale da mandare letteralmente in rovina l’Ente pubblico.
In
particolare, sempre dalla concessione, risulta strano che, in caso di ritiro
dell’accreditamento a CSA da parte della Regione, le conseguenze di tale
mancanza debbano essere sopportate esclusivamente dall’IPAB o dal Comune che si
dovranno fare carico del pagamento del pieno affitto alla cooperativa.
Addirittura
sconcertante appare la clausola prevista che testualmente recita “la
concessione si risolve anche in caso di rinuncia - non imputabile alle altre parti
firmatarie della presentae convenzione – della gestione da parte di CSA e il
tal caso viene prevista una penale (da versare all’IPAB) in capo alla stessa
pari al 10% in ragione d’anno dell’importo del canone d’affitto, con il
subentro nella gestione dell’IPAB”.
Pare di
capire che se CSA rinuncia alla gestione perché non ha fatto bene i conti o non
vi sono ospiti a sufficienza o non riesce ad essere concorrenziale nel mercato,
a farne le conseguenze saranno i cittadini di Albaredo tramite l’IPAB o il
Comune.
Infatti l’IPAB
subentrerà nella gestione fallimentare e pagherà anche l’esoso affitto a CSA,
con la sola irrisoria riduzione del 10% del canone.
Insomma, il rischio d’impresa non sarà mai a carico di CSA che,
anche se l’operazione dovesse andare male, si è garantita un lauto affitto per
35 anni, mentre IPAB e/o Comune di Albaredo andranno sul lastrico.
Per contro, nel caso le
cose andassero bene ci troveremo di fronte ad una regalia, politicamente ancora
più grave ed imbarazzante, perché i termini di tali operazioni si limiterebbero
usualmente a 25 anni e non a 35
anni come in questo caso.
sabato 14 aprile 2012
venerdì 30 marzo 2012
Casa di riposo
Mozione. Casa di riposo. Arriva l´altolà di Bonfante
L'Arena di Verona - Martedì 27 marzo
Mentre in paese ha superato le 500 firme la petizione promossa dai sindacati contro la chiusura dell´Ipab Villa Grassi Perosini, sulla vicenda della casa di riposo ha preso posizione il consigliere regionale del Pd Franco Bonfante. L´esponente dei Democratici ha presentato ieri una mozione con la quale sollecita «un intervento urgente della Giunta veneta prima che inizino i lavori del nuovo istituto per anziani». «Con un contratto di questo tipo», evidenzia Bonfante, «l´Ipab ma anche lo stesso Comune di Albaredo rischiano il dissesto finanziario, mancando di fatto ogni forma di salvaguardia dei propri bilanci».
L´indice del consigliere Pd è puntato, nello specifico, «sul contratto di concessione per la progettazione, costruzione e gestione per 35 anni della futura casa di riposo, stipulato dal sindaco e dalla presidente dell´Ipab con la cooperativa Csa di Mantova, unica partecipante alla gara». A preoccupare Bonfante è il fatto «che tutto o quasi il personale dell´Ipab sarà licenziato e assunto dalla cooperativa, senza garanzie piene del mantenimento nel tempo del trattamento economico attuale».
STE.NI.
lunedì 27 febbraio 2012
domenica 26 febbraio 2012
INCONTRO DIBATTITO DEL 17/02/2012 CON L’ONOREVOLE FOGLIARDI
CIRCOLO PD DI ALBAREDO D’ADIGE
INCONTRO DIBATTITO DEL 17/02/2012
CON L’ONOREVOLE FOGLIARDI
Molti i partecipanti e tutti motivati e decisi a
portare il proprio contributo perché consapevoli che è giunto il momento di
scendere in campo per contribuire a fermare la crisi e la deriva leghista del
nostro paese.
Con l’onorevole Fogliardi è stata analizzata la
situazione politica europea e italiana dopo l’insediamento del governo Monti
con l’appoggio convinto e decisivo del Partito Democratico.
Tutti i partecipanti si sono dimostrati consapevoli
di quanto siano complessi e difficili i momenti che stiamo vivendo e quanto la
mala-politica sia riuscita a rendere ancora più grigia la vita di questo paese.
Abbiamo analizzato come il governo di Berlusconi
sia definitivamente caduto ed esaminato i danni che ha prodotto insieme alla
Lega di Bossi, trascinando l’Italia ad un passo dal fallimento.
Abbiamo considerato come anche le amministrazioni
locali leghiste si siano allineate a questo livello degradante e come Albaredo rappresenti,
a proposito, un eloquente esempio di negatività molto pesante che punta sempre
più al ribasso.
Abbiamo già sottoposto alla pubblica attenzione, nelle
scorse settimane, le nostre considerazioni su come la giunta leghista
Albaretana abbia puntato tutte le sue carte nei tagli alla cultura e ai servizi
per mirare a rimpinguare le proprie retribuzioni a danno delle casse comunali e
a carico dei cittadini.
Ora bisogna cambiare registro e mettere in primo
piano i bisogni dei cittadini e della comunità.
Insieme abbiamo condiviso la necessità di dare vita
ad un gruppo unito e moderno capace di rinnovare le rappresentanze politiche
del nostro paese per fermare i
danni che la Lega, giorno dopo giorno,
sta causando.
Ad Albaredo c’è bisogno di un gruppo che spinga per
azioni improntate ad una maggiore equità sociale, per migliorare i rapporti tra
i cittadini; c’è bisogno che vengano sostenute sul territorio le persone più
fragili (disoccupati, donne e giovani) con un piano comunale per affrontare la
crisi per chi lavora e per chi da lavoro; c’è bisogno di persone che si
riuniscano in modo coeso per sconfiggere questa amministrazione leghista e
portare finalmente una prospettiva di vita solidale e riformista.
Il PD di Albaredo si è pronunciato all’unanimità
per la realizzazione di queste linee guida e si è impegnato a ricercare, senza
reticenze, persone che vogliano puntare su questi obiettivi con queste prospettive.
Il PD di Albaredo è pronto ad incontrare tutte le
persone, le associazioni e i partiti che desiderano migliorare la qualità
politica e civica di Albaredo D’Adige, il nostro comune.
INCONTRO DIBATTITO DEL 17/02/2012 CON L’ONOREVOLE FOGLIARDI
CIRCOLO PD DI ALBAREDO D’ADIGE
INCONTRO DIBATTITO DEL 17/02/2012
CON L’ONOREVOLE FOGLIARDI
Molti i partecipanti e tutti motivati e decisi a
portare il proprio contributo perché consapevoli che è giunto il momento di
scendere in campo per contribuire a fermare la crisi e la deriva leghista del
nostro paese.
Con l’onorevole Fogliardi è stata analizzata la
situazione politica europea e italiana dopo l’insediamento del governo Monti
con l’appoggio convinto e decisivo del Partito Democratico.
Tutti i partecipanti si sono dimostrati consapevoli
di quanto siano complessi e difficili i momenti che stiamo vivendo e quanto la
mala-politica sia riuscita a rendere ancora più grigia la vita di questo paese.
Abbiamo analizzato come il governo di Berlusconi
sia definitivamente caduto ed esaminato i danni che ha prodotto insieme alla
Lega di Bossi, trascinando l’Italia ad un passo dal fallimento.
Abbiamo considerato come anche le amministrazioni
locali leghiste si siano allineate a questo livello degradante e come Albaredo rappresenti,
a proposito, un eloquente esempio di negatività molto pesante che punta sempre
più al ribasso.
Abbiamo già sottoposto alla pubblica attenzione, nelle
scorse settimane, le nostre considerazioni su come la giunta leghista
Albaretana abbia puntato tutte le sue carte nei tagli alla cultura e ai servizi
per mirare a rimpinguare le proprie retribuzioni a danno delle casse comunali e
a carico dei cittadini.
Ora bisogna cambiare registro e mettere in primo
piano i bisogni dei cittadini e della comunità.
Insieme abbiamo condiviso la necessità di dare vita
ad un gruppo unito e moderno capace di rinnovare le rappresentanze politiche
del nostro paese per fermare i
danni che la Lega, giorno dopo giorno,
sta causando.
Ad Albaredo c’è bisogno di un gruppo che spinga per
azioni improntate ad una maggiore equità sociale, per migliorare i rapporti tra
i cittadini; c’è bisogno che vengano sostenute sul territorio le persone più
fragili (disoccupati, donne e giovani) con un piano comunale per affrontare la
crisi per chi lavora e per chi da lavoro; c’è bisogno di persone che si
riuniscano in modo coeso per sconfiggere questa amministrazione leghista e
portare finalmente una prospettiva di vita solidale e riformista.
Il PD di Albaredo si è pronunciato all’unanimità
per la realizzazione di queste linee guida e si è impegnato a ricercare, senza
reticenze, persone che vogliano puntare su questi obiettivi con queste prospettive.
Il PD di Albaredo è pronto ad incontrare tutte le
persone, le associazioni e i partiti che desiderano migliorare la qualità
politica e civica di Albaredo D’Adige, il nostro comune.
giovedì 2 febbraio 2012
L’istruzione fondamento della crescita
ALBAREDO D’ADIGE
L’istruzione fondamento della crescita
Ad
Albaredo ormai tutto è orientato sui tagli ai cittadini per foraggiare stipendi
del Sindaco Menegazzi e della sua giunta leghista. Si taglia l’istruzione, per
quello che una istituzione periferica come il Comune dovrebbe fare per offrire
servizi e occasioni di cultura ai cittadini.
A livello
nazionale la Lega non ha mai voluto un incremento del tasso medio di
istruzione, infatti il governo Berlusconi-Bossi ha tagliato le risorse alla
scuola, ha impoverito le strutture pubbliche a cominciare dagli asilo nido,
dalle scuole primarie e secondarie fino all’università.
La
scusa era la salvaguardia dei conti pubblici, ma in realtà per i condottieri
leghisti l’unico scopo era quello di mantenere larghi strati della popolazione
lontana dalle scuole e dalla crescita intellettiva e professionale. Per loro è
importante che la gente non capisca, non sappia confrontare e valutare, si beva
la fesseria che c’è sempre un nemico per i problemi della nostra società, da
ricercare nelle differenze razziali e nell’odio per le diversità, ed è
importante che la gente rimanga nell’ignoranza delle vere problematiche, o si
beva le solite soluzioni miracolose, la secessione della padania, l’uscita
dall’euro e simili cretinate.
Questa è la
politica che fanno a livello nazionale e che stanno facendo nei comuni che
amministrano.
Ad
Albaredo la loro prima preoccupazione è stata limitare l’attività della
biblioteca.
Hanno
poi continuato bloccando l’apertura del nuovo teatro perché può rappresentare
un’occasione di incontro e di crescita delle coscienze, a chi è informato ed
istruito non puoi raccontare le solite fole.
Il nuovo
teatro è una ricchezza del comune, è una realtà già presente e concreta.
La struttura
è completata, bisogna solo usarla.
Ma
nella logica leghista diventa una pericolosa fonte di destabilizzazione della
loro politica oscurantista. Meglio lasciarla degradare, lasciare che il tempo
rovini le strutture, piuttosto che correre il rischio che la gente prenda
coscienza. I danni che per incuria stanno causando all’immobile di proprietà
pubblica sono ormai al limite della recuperabilità. Mancano i soldi, dicono gli
amministratori, ma intanto quasi 100.000 euro li hanno trovati per rimpinguare
le proprie finanze personali
Le
responsabilità a questo punto sono di ogni singolo componente della giunta e
anche chi tra i leghisti albaretani non si dissocia da tali operazioni. Ma
avverrà come a livello nazionale: la Lega dice che lavora per la padania, ma
investe milioni di euro in Tanzania, in Africa equatoriale, perché i soldi non
puzzano e fanno dimenticare molte cose.
Noi
speriamo invece che i cittadini di Albaredo si ricordino di costoro.
ROMA LADRONA E LEGA MAGNONA
I RISPARMI
DELLA GIUNTA MENEGAZZI:
·
MENO
CONTRIBUTI ALLE SCUOLE MATERNE
·
MENO
AIUTI ALLE ASSOCIAZIONI DEL NOSTRO TERRITORIO
·
MENO
SOSTEGNI ALLE FAMIGLIE E AI BISOGNOSI
·
MENO
SERVIZI PER L’ISTRUZIONE
LE
MAGGIORI SPESE:
·
AUMENTI
AL SINDACO DA 1240,00 EURO 2788,86 EURO MENSILI
·
AUMENTI
AL VICESINDACO E AGLI ASSESSORI DELLA LEGA
PER UN
TOTALE DI QUASI 100.000 (CENTOMILA) EURO ALL’ANNO FINITI NELLE LORO
TASCHE PADANE
IN COMUNE AD ALBAREDO COME NEL GOVERNO A ROMA
“ SOLO ARROGANZA “
martedì 31 gennaio 2012
LA LEGA DEI CASALESI
La
Lega salva ancora una volta Cosentino dal carcere, dimostrando di non aver perso
l’asservimento a Berlusconi.
Per
anni la Lega al governo ha sempre tenuto il sacco aperto per qualsiasi legge “ad
personam”, per anni si è sempre inchinata al potere dei forti, per anni ha
partecipato alla spartizione di poltrone.
Berlusconi
e Bossi sono i responsabili della situazione tragica in cui naviga ora l’Italia, perché solo loro sono stati gli artefici del disastro dei conti pubblici
italiani.
Hanno
sempre negato la crisi e sostenuto che i conti erano a posto.
Ci
hanno trascinato sul fondo, incuranti delle difficoltà dei cittadini e delle
imprese, e hanno dissipato in ogni maniera le risorse pubbliche.
Tuttavia,
ancora una volta, infischiandosene delle richieste degli italiani, si sono
ritrovati a braccetto per sostenere un parlamentare per il quale molti giudici
ne avevano chiesto l’arresto.
Bossi e compagnia vogliono giocare a fare i
rivoluzionari, ma tutte le loro azioni politiche e tutte le loro acrobazie
senza senso portano solo allo sfascio del paese, presentandoli per quello che
sono realmente: rivoluzionari da
telenovela.
sabato 28 gennaio 2012
LA DESTRA SPERA NELL’ITALIA CHE SI RIBELLA E SOFFIA SUL FUOCO
TIR, TAXI, PROFESSIONISTI: L’ULTIMA OCCASIONE PER
FAR CADERE MONTI PRIMA DELLE AMMINISTRATIVE.
Blocco dei tir. Proteste dei
tassisti. Professionisti in rivolta.
Molte ragioni spingono diverse
categorie a protestare (ed in parte sono anche fondate, ne è un esempio il
costo del carburante).
Il centrodestra, non potendo far cadere
direttamente Monti per paura di subire un contraccolpo mortale, lavora su due versanti: in Parlamento cerca di vanificare gli
interventi (vedi l’emendamento Pdl per alleviare la lotta all’evasione fiscale
e ridurre le sanzioni), mentre nel paese lascia il tentativo di disarcionare il
governo di transizione e di impegno nazionale alle categorie.
Intanto in Parlamento rispunta
il condono targato Tremonti. In un emendamento al milleproroghe presentato da
Antonio Leone, figura di punta del gruppo berlusconiano (vicepresidente vicario
della Camera) si prorogano a tutto il 2011 i termini della cosiddetta
definizione delle liti pendenti varata dal precedente governo nella manovra di
luglio. Il testo è stato approvato in commissione. Ora si passa in aula, dove
il Pd ha già preparato un emendamento soppressivo. «L`Italia ha bisogno di
discontinuità - dichiara Alberto Fluvi, firmatario della proposta abrogativa -
Dopo Cortina e dopo le rassicurazioni dell’Agenzia delle entrate, non è
possibile continuare in questo modo».
A questo punto il governo dovrà
esprimersi, facendo una chiara scelta di campo.
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