Gli appalti del G8, la cricca, i regali di Anemone, dalle case al Colosseo ai frullatori. Le indagini su Verdini e la P3. Ora lo scandalo della cosiddetta P4. Il tutto condito con il riaffiorare in primo piano degli iscritti alla vecchia P2, i loro collegamenti con i servizi, l’attività di dossieraggio per colpire i nemici politici, i collegamenti per fare affari, imporre le persone e le carriere. L’arresto di Lele Mora, compagno di bagordi notturni e accusato di aver procurato giovani disponibili a Berlusconi.
Tutto qusto verminaio rappresenta anche plasticamente l’Italia peggiore che ha preso il sopravvento sotto l’ala protettrice del governo, del Pdl e della Lega.
E questo mentre cade la Borsa, l’Agenzia di Rating Moody’s mette sotto osservazione le grandi aziende pubbliche (Poste, Eni, Enel, Terna) e il debito delle Regioni e dei principali Comuni. L’Italia insomma sta affrontando un tornate difficile proprio alla vigilia delle decisioni che Tremonti deve annunciare sulla riduzione del Deficit (l’ormai nota manovra da almeno 40 miliardi di euro da realizzare per
il 2013-2014).
Di fronte a questo scenario il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader della Lega Nord Umberto Bossi hanno passato la notte a fare un accordo per stabilire che alcuni ministeri avranno una sede di rappresentanza al Nord (cosa che peraltro c’è già) e a discutere anche di come e quando sganciarsi dall’intervento Nato in Libia, ben sapendo che c’è già un impegno preso in Parlamento con l’Onu e una scadenza minima fissata a settembre.
Ovviamente non sanno cosa fare e che pesci pigliare.
Per fortuna che il Presidente Giorgio Napolitano richiama il governo alle proprie responsabilità.
La Lega è sull’orlo del Baratro
Dopo questi accordi notturni tra Lega e Pdl tutti si rendono conto che i leghisti a Pontida ci sono andati per niente. Tutti gli ultimatum sono immediatamente diventati dei penultimatum e la gente della Lega è stata bellamente presa in giro.
Bastava semplicemente guardare con attenzione ciò che è successo sul pratone di Pontida e che molte TV, non la Rai, hanno trasmesso in tutte le salse.
Un leader malandato, esausto, quasi privo di forze e del tutto a corto di argomenti, che appoggiandosi a malapena sugli altri oratori chiamati sul palco snocciola una serie di proposte alla rinfusa, roba trita e ritrita a cui lui stesso non sembra più credere. Ma davvero Bossi ritiene ancora, dopo venti e più anni e più in Parlamento, che la gente del Nord beva la storiella del taglio dei parlamentari e dei loro stipendi? O che il problema delle auto blu si risolva consigliando ai ministri di comprarsi una macchina? Che Tremonti taglierà le tasse solo perché lui lo chiede e l’altro non può dirgli di no?
Passi che a queste fandonie faccia finta di inchinarsi Bossi, ma come è possibile che il Ministro degli Interni Maroni si presti a giochi fuori dal tempo come l’inneggiare alla “padania libera” e assistere a chi grida alla “secessione” mentre si festeggiano i 150 anni della repubblica o tacere di fronte alla richiesta di porre fine alla guerra in Libia per fermare l’onda degli immigrati? Come può un Ministro degli interni non sapere che Berlusconi non ha il potere per far fronte alle sue richieste?
Ma sicuramente l’obiettivo principale era quello di mettere in cattiva luce il Presidente del Consiglio in Italia e sulla ribalta internazionale dove non passano inosservate queste messe in scena.
Non importa se ci va di mezzo l’intero paese: la Lega è sull’orlo del baratro e non gliene importa niente dell’Italia.
L’intervento del Presidente Napolitano è riuscito a mettere una toppa a tutti questi danni, ma sicuramente sarà insufficiente se la Lega insisterà per mettere con le “spalle al muro” Berlusconi alla faccia dell’immagine dell’intero paese.



