giovedì 31 marzo 2011

IMMIGRAZIONE. BOSSI E MARONI FANNO FINTA DI NON STARE AL GOVERNO, LE SPARANO GROSSE PER COPRIRE I FALLIMENTI E NON DICONO CHE FINE HANNO FATTO I SOLDI DELLA UE.


La soluzione? Fuori dalle balle. Parola di Umberto Bossi. Ma attenzione: non è solo una vergogna. Il linguaggio di Bossi ha rilevato anche l’imbarazzo della Lega: sono al governo e non sanno che fare. Così la sparano grossa per coprirsi con i propri elettori. Come dice un esponente della direzione del PD: “Bossi e ministro, Maroni è ministro dell’Interno, in vigore è la legge Bossi-Maroni: al governo ci sono loro; se sono capaci, affrontino il problema, altrimenti vadano a casa. Il resto sono solo parole per dare fumo negli occhi ai propri elettori sul fallimento del governo”.
Un altro esponente della direzione PD aggiunge: “C’è un governo che sta cercando di far esplodere la bomba-immigrazione in Italia. Dovrebbero spiegare che ne è stato dei 75 milioni di euro messi a bilancio dalla UE e destinati all’Italia per il 2011 per la gestione ordinaria dei flussi migratori nel nostro Paese. Quando si chiede aiuto e solidarietà all’Europa si deve essere in grado anche di spiegare come sono stati utilizzati quei finanziamenti”.
Intanto appena saputo che oggi arriveranno le navi a Lampedusa per trasportare via gli immigrati, Berlusconi a sorpresa ha deciso che sarà sull’isola anche Lui. Non può perdersi una bella passerella propagandistica alla faccia del dramma che si sta consumando sulla pelle di tante persone abbandonate a sé stesse. Il premier non ha saputo predisporre una struttura organizzativa per affrontare il problema e a Lampedusa ad assistere le migliaia di profughi ci sono due medici e due infermieri. Ma ora arriva Lui ed è tempo di un nuovo miracolo, come all’Aquila!

martedì 29 marzo 2011

Il nucleare e l'acqua: nessun dorma


Stella Bianchi - L'Unità

Il 12 e il 13 giugno prossimi i cittadini avranno la possibilità di decidere su tre questioni importanti che riguardano la vita e il futuro di ognuno di noi. Per noi del Partito democratico la scelta è chiara: un sì contro il legittimo impedimento, un sì contro il nucleare, un sì per l`acqua pubblica e contro la privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi e una nostra proposta di legge per il governo pubblico del servizio idrico integrato
Abbiamo sempre espresso con forza la nostra contrarietà al piano di ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi. Lo ripetiamo da mesi e con motivazioni tutt`altro che ideologiche. Secondo il piano approssimativo del governo dovremmo importare una tecnologia vecchia e non ancora sperimentata, sopportare costi altissimi e per di più incerti, tempi lunghissimi di realizzazione degli impianti senza alcun piano certo di gestione delle scorie radioattive, neppure di quelle già esistenti nelle centrali non ancora smantellate. 
Il ritorno al nucleare voluto dal governo è una scelta sbagliata che non ha il consenso dei cittadini e che tanto più va ripensata ora. La tragedia giapponese dimostra con chiarezza un fatto semplice e terribile: non è eliminabile il rischio di un incidente in una centrale nucleare. Neppure nel paese più attrezzato al mondo contro il rischio di terremoti e maremoti. 
Certo, in Giappone è accaduto qualcosa di eccezionale, un terremoto e un maremoto di intensità fuori dall`ordinario. È poco probabile che accada un evento del genere. Così come è poco probabile che si verifichino incidenti di altro tipo in una centrale nucleare che rispetta tutte le norme di sicurezza. Poco probabile ma non impossibile. E quella scarsa probabilità va misurata con le conseguenze. I danni possono essere incalcolabili. Vasti territori contaminati per migliaia di anni, la salute degli abitanti e di un numero indefinito di generazioni future a rischio, malattie che si sviluppano negli anni e malformazioni nei nuovi nati. Questo è già accaduto. Sta a noi imparare la lezione, agire davvero secondo il principio di precauzione, ispirare i nostri comportamenti, le nostre politiche, le nostre attività economiche inclusa la produzione di energia alla necessaria umiltà nei confronti della natura e al rispetto dell`ambiente per noi e per le generazioni future.
Da Fukushima arriva una lezione per tutti. Per la Germania, per la Francia, per gli Stati Uniti. Solo in Italia il governo ha tentato per giorni di negare la realtà per poi dichiarare una moratoria di un anno rispetto al proprio piano nucleare. Parole mentre gli atti, come il decreto sui criteri per la localizzazione dei siti, stanno continuando il loro percorso. Opportunismo sulla pelle dei cittadini, un tentativo di distrarre dal referendum che non farà molta strada. Noi saremo città per città a sostenere le ragioni del sì per fermare il nucleare e di una idea per il futuro del nostro paese che è nell`economia verde e in un piano nazionale fondato sull`efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili.
Allo stesso modo siamo per il sì all`acqua pubblica e per il no alla privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi e a questo uniamo una nostra proposta di legge. 
Lo abbiamo denunciato più volte: il decreto Ronchi sottrae alle comunità locali la possibilità di scelta e le obbliga a svendere un patrimonio prezioso per la collettività. Crea le condizioni perché si realizzino monopoli privati in un settore come quello del servizio idrico integrato, fatto di acquedotti, fognature, depuratori, che per sua natura è sottratto alla possibilità di concorrenza dopo l`affidamento del servizio. 
Intorno all`acqua pubblica c`è un interes- se fondamentale per tutti noi, obiettivi irrinunciabili. La tutela di una risorsa scarsa e insostituibile per la vita. La garanzia a tutti, in ogni angolo del paese, di un servizio della massima qualità e a tariffe eque. Il rafforzamento del ruolo pubblico nella programmazione del servizio e degli investimenti, nella regolazione e nel controllo restituendo le scelte fondamentali ai cittadini attraverso i loro sindaci e affidando ad una autorità nazionale di controllo il compito di vigilare con poteri stringenti. 
Ci vuole una visione di insieme, un quadro di regole certe che ridia stabilità a un settore così rilevante che è stato manomesso dai tanti frammentati interventi del governo Berlusconi. E insieme a questo va data priorità alla realizzazione degli investimenti con un`attenzione a facilitare con tariffe più basse le fasce sociali disagiate e le famiglie numerose. 
Ciò che serve all`Italia è un piano paese per l`acqua, un programma ambizioso che garantisca che il servizio di depurazione funzioni nell`intero paese, che vengano ridotti sprechi e dispersioni dell`acqua, che sia migliorata la salvaguardia del territorio. Ci vuole una politica industriale per l`acqua, una sapiente gestione che unisca efficienza, efficacia, economicità, dimensioni di scala adeguate, tecnologie, competenze manageriali e organizzative. Solo così si potranno realizzare gli obiettivi di equità, solidarietà, riequilibrio territoriale, rispetto per l`ambiente e per le generazioni future che ci stanno a cuore.

lunedì 28 marzo 2011

IL FEDERALISMO REGIONALE PASSA IN BICAMERALE CON L’ASTENSIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO. IL NOSTRO OBIETTIVO E’ QUELLO DI ARRIVARE AD UN ORDINAMENTO EQUO ED EQUILIBRATO. NESSUNA COLLABORAZIONE CON LA LEGA COMPLICE DI BERLUSCONI.


Sul federalismo regionale il Pd si è confrontato nel merito con tutte le forze politiche, ma nessuno si illuda che ci siano possibilità di collaborare con i leghisti. Per Rosy Bindi l’attrazione del carroccio è da escludere. E’ assolutamente fuori luogo che Bossi strumentalizzi un dialogo che non c’è. Bossi fa bene a ringraziare il PD ma solo perché il lavoro svolto in bicamerale dagli esponenti democratici ha impedito o contenuto i danni al federalismo leghista.
E’ stato messo sub judice un provvedimento la cui attuazione non potrà essere avviata prima del 2013, e solo a condizione che ci siano le risorse. Questa è la clausola di salvaguardia. E sia chiaro che, se non cambia la politica economica del governo, le risorse non ci saranno mai. La riforma allora sarebbe da riscrivere.
La lega perciò non può vendere in Padania quello che ancora non c’è: è stato votato il presupposto per il federalismo, non è ancora l’attuazione della riforma.
Il PD si è astenuto perché sono state accettate tutte le sue proposte e , ancora una volta, ha dimostrato che non fa un’opposizione pregiudiziale ma che si confronta nel merito.
Il provvedimento è stato migliorato ma sicuramente il Partito democratico non perde di vista il fatto che i leghisti proprio in questi giorni sono stati promotori alle Camere della prescrizione breve, dell’inserimento della responsabilità civile dei magistrati nella legge comunitaria, del via libera al conflitto di attribuzione sul caso Ruby. La Lega strumentalizza la tragedia Lampedusa per lucrare consenso. Ha tenuto il Parlamento sotto scacco sulla Libia.
“Non ci sono possibilità di collaborazione con una forza così, con una forza politica che sostiene un premier con quattro capi di imputazione”.
Il Partito Democratico non cerca la Lega, ma ha il dovere di parlare agli elettori della Lega perché siamo stati noi a introdurre il federalismo nella Costituzione. Il federalismo è nel nostro dna e non in quello della maggioranza.
Partendo da qui il Partito Democratico sta perseguendo l’obiettivo strategico che è quello di ricostruire l’Italia dopo Berlusconi.
Questa è la strategia dentro cui ci muoviamo e che offriamo alle opposizioni e a tutto il paese, agli elettori della Lega come a quelli del Pdl. Berlusconi non ha più la maggioranza nel paese, ma questo non può bastarci perché ora dobbiamo guardare anche al suo elettorato e a quello della Lega per un impegno di ricostruzione dell’Italia.

sabato 26 marzo 2011

FEDERALISMO REGIONALE: CON L’ASTENSIONE DEL PD IN BICAMERALE E IL LAVORO DI ERRANI E BERSANI VIENE APPROVATO SENZA AUMENTO DI TASSE. MA ADESSO BISOGNA RIVEDERE TUTTO.


All’ultimo momento il Partito democratico ha consentito con la propria astensione il passaggio nella commissione bicamerale del decreto sul fisco regionale. A sbloccare la situazione, sono state prima l’intesa raggiunta dalla Conferenza delle Regioni, guidata da Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna, sul reintegro dei fondi per il trasporto pubblico locale, poi il sì della maggioranza alla clausola della salvaguardia proposta dal PD, e cioè il blocco delle addizionali Irpef al tetto dello 0,9 per cento (quello attuale) fino al 2013, e difesa delle fasce di reddito più basse, che non potranno pagare più dello 0,5 per cento in più. Contemporaneamente il governo dovrà rifondere le Regioni che rispettano il patto di stabilità dei tagli applicati nella manovra estiva. Se nel 2013 questo non sarà avvenuto, ci sarà un tavolo Stato-Regioni per decidere sull’attuazione del decreto. Insomma, le norme del decreto sono “congelate” fino a quando i tagli non verranno ripristinati.
Come dice il segretario del PD Bersani:” oggi è andata bene, ma l’albero resta storto. Resta il problema del decreto sul federalismo municipale. Bisognerà raddrizzarlo in tempo, perché altrimenti il sistema salta per incoerenza. E’ il caso dell’Irpef. Sarebbe bene, dunque, che il governo si fermasse e avviasse una riflessione più ampia”.
Questa vicenda dimostra che se si ascolta il PD non si fanno pasticci e non si aumenta la pressione fiscale. Maggioranza e governo dovranno ora rispondere ai cittadini che si vedranno recapitati a casa i bollettini delle tasse comunali più alte, mentre questo non accadrà con le regioni: sarà un boomerang e per questo dovrebbero tornare indietro sul decreto sul fisco municipale.

venerdì 25 marzo 2011


Economia,

 Bersani scrive a Tremonti e sfida il governo

Il PD manda al ministro dell'economia il piano alternativo per la crescita
di Pier Luigi Bersani,  pubblicato il 24 marzo 2011 -  (comunicato stampa)

Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, ha inviato oggi pomeriggio al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, il Progetto alternativo per la crescita elaborato dal Pd come contributo al programma nazionale di riforme e discusso con le parti sociali. “Le politiche economiche restrittive adottate o proposte negli ultimi mesi dalla Presidenza del Consiglio Europeo e dalla Presidenza della Commissione rischiano di non aiutare la crescita dell’economia e di avere anche effetti disgregativi sulla coesione sociale” ha scritto Bersani nella lettera, sottolineando come la vera condizione del risanamento finanziario sia la crescita dell’economia. “Le politiche adottate dal governo italiano, al pari di quelle realizzate da altri paesi governati dal centrodestra, come abbiamo detto molte volte, rischiano di avere un analogo effetto sul nostro paese, già provato dalla crisi”.
“Noi – ha scritto Bersani - crediamo che sia urgente un radicale mutamento della politica economica per costituire saldi legami tra sviluppo economico, equità sociale e riequilibrio territoriale e, per questa via, creare adeguate condizioni generali di benessere materiale, di progresso civile, di democrazia effettiva. Fisco, occupazione, politica industriale, liberalizzazioni, politica energetica: tutto deve concorrere a rimettere il paese sui binari della crescita a livello nazionale. Un piano europeo di investimenti per l’occupazione e l’innovazione finanziato con eurobonds può essere invece il volano che sostiene la ripresa europea, insieme alle iniziative per affrontare in modo innovativo il problema del debito, senza limitarsi a brandire la ghigliottina sulle prestazioni del welfare”.
“Il cambio di impostazione - ha proseguito Bersani - deve prendere le mosse dall’interpretazione della crisi, che non va considerata un fenomeno temporaneo, ma un passaggio di fase, una “grande transizione” geo-politica, economica, demografica, nella quale la diseguaglianza nella distribuzione del reddito rappresenta una delle cause di fondo che frenano lo sviluppo. Di fronte a questa situazione e in vista della presentazione all’Ue del Piano nazionale delle riforme, il Partito Democratico ha elaborato un piano alternativo per la crescita sulla base delle proposte discusse nelle tre assemblee nazionali programmatiche svolte dal Pd, dei contributi giunti da alcuni centri studi e da un gruppo di giovani economisti, oltre che dei suggerimenti raccolti nell’incontro con le parti sociali svoltosi lunedì 21 marzo”.
“Le trasmetto dunque il testo del nostro piano alternativo per la crescita. Mi auguro - ha concluso il segretario del Pd, sfidando il governo al confronto sulla politica economica - che il governo sia in grado di discuterne, affrontando finalmente il problema della politica economica in un pubblico confronto nella sede parlamentare. Noi mettiamo a disposizione le nostre proposte, pronti a recepire idee e contributi per il bene del Paese. Contiamo che il governo sappia fare altrettanto”.

martedì 22 marzo 2011


LIBIA: GOVERNO INDIETRO TUTTA. BERLUSCONI SI NASCONDE DIETRO LA RUSSA E FRATTINI, BOSSI FRENA. NE ESCE UNA LINEA ONDIVAGA E INCOMPRENSIBILE.
Diventa quanto mai necessario che Berlusconi si presenti in parlamento per illustrare una linea chiara da tenere nella crisi Libica. Inoltre bisogna anche chiarire perché Lampedusa è stata abbandonata a sé stessa dopo che il governo due settimane fa ha rifiutato di trattare il problema dei profughi con le Regioni che avevano chiesto il confronto, offrendo la disponibilità a trovare una situazione in attesa di affrontare con l’unione Europea il problema dell’immigrazione.
PRESCRIZIONE BREVE, CONFLITTO DI ATTIBUZIONE E RIMPASTO: AVANTI TUTTA. IN QUESTI CASI IL GOVERNO  NON HA INDECISIONI…
Vogliono salvare Berlusconi dai processi e trovare nuovi posti per dare soddisfazione ai parlamentari arruolati per allargare la maggioranza. Su questo si muovono velocissimi e intanto la riforma epocale della giustizia è già lettera morta.
MENTRE IL GOVERNO PENSA AL SALVA SILVIO, IL PARTITO DEMOCRATICO PENSA ALL’ITALIA: PRESENTATO E APPREZZATO DALLE PERTI SOCIALI IL PROGRAMMA DI RIFORME PER RILANCIARE IL PAESE.
Nel programma del PD nessuna patrimoniale, invece un piano di razionalizzazione delle tasse guidato dal criterio del 20 per cento; in pratica la prima aliquota Irpef (per i redditi più bassi) scenderà di tre punti dall’attuale 23 per cento, lo stesso faranno le rendite finanziarie che si porteranno dal 12,5 al 20 per cento (tranne i titoli di Stato). Novità anche per le imprese: eliminazione graduale dell’Irap sul costo del lavoro e detassazione del reddito reinvestito nella propria azienda. Proposto un bonus di 3.000 euro per i figli sotto i tre anni. Il testo integrale è leggibile sul sito del PD sotto il titolo EUROPA-ITALIA – UN PROGETTO ALTERNATIVO PER LA CRESCITA: www.partitodemocratico.it
In sintesi:

Il programma Pd per l’Italia
Due obiettivi guida per il rilancio dell’economia, mezzogiorno e scuola


Piano europeo

  • Agenzia europea per il debito
  • Investimenti per occupazione, ambiente e innovazione
  • Finacial transaction tax
  • Investimenti del fondo infrastrutture “Marguerite”
  • Standard retributivo
Piano interno
  • Occupazione femminile al 60% entro un decennio
MISURE PER IL MEZZOGIORNO
  • Liberalizzazione della distribuzione dei farmaci
  • Abrogazione del tacito rinnovo contratto RC auto
MISURE PER LA SCUOLA
  • Piano per l’edilizia
  • Asili nido: + 33% strutture
  • Materne: estendere il tempo pieno
  • Università: 10.000 borse di merito l’anno da 10.000 euro
INALZAMENTO SPECIALIZZAZIONE PRODUTTIVA ITALIANA
  • Riduzione 20% dell’aliquota sul primo scaglione Irpef
  • Accorpamento 20% aliquote sui redditi capitale
  • Eliminazione graduale dell’Irap sul costo del lavoro
  • Bonus bebè per la fascia 0-3 anni
  • Detrazione fiscale del 55% per efficienza energetica degli uffici

lunedì 21 marzo 2011


LIBIA: DOPO LA RISOLUZIONE DELL’ONU PER L’INTERVENTO IN LIBIA VOLTO A EVITARE IL MASSACRO DEI CIVILI, IL GOVERNO ITALIANO SI DIVIDE E NON SA PRENDERE POSIZIONE.
Si è passati in un batter d’occhio dal baciamano berlusconiano ai Tornado e l’amico Gheddafi in una frazione di secondo è diventato un nemico.
Era chiaro fin dall’inizio delle proteste scoppiate in Libia che il nostro governo non sapeva cosa fare. Era incerto se continuare ad appoggiare Gheddafi oppure schierarsi con la popolazione che si ribellava. Una posizione subalterna agli avvenimenti che di fatto hanno squalificato l’Italia di fronte all’opinione internazionale. Ora, a conflitto iniziato, le incertezze iniziali si sono trasformate in divisioni laceranti all’interno del centrodestra. Il Pdl di fatto subalterno alla politica francese per non essere secondi a nessuno e cercare di salvare la faccia e la Lega contraria alla risoluzione Onu per il solo fatto di essere contro la gente che fugge dalle guerre e dalle discriminazioni.
Una politica estera disastrosa e controproducente che avrà effetti pesantemente negativi anche dopo il conflitto, qualunque sia l’esito finale.
L’Onu, nella sua risoluzione, richiama l’esigenza della salvaguardia della popolazione civile e questo deve essere l’obiettivo di tutti.
NUCLAEARE: LA GERMANIA RIDUCE DA 17 A 4 IL NUMERO DEI REATTORI CHE RIMARRANNO IN SERVIZIO.
Riduce così del 75% la sua capacità nucleare, puntando a dire addio ad una politica energetica che, dopo le vicende giapponesi, si presenta con tutta la sua pericolosità e con tutti i rischi derivanti dalla dipendenza all’atomo.
In Italia parte la campagna per il referendum contro il nucleare e ora anche il governo, dopo aver dato prova di ottusità e insensibilità, sente la necessità di sospendere il proprio impegno ma solo per una posizione elettorale (hanno dichiarato pubblicamente che continuare a sostenere il nucleare contribuisce a far perdere al centrodestra le elezioni amministrative) e non per il pericolo che realmente rappresenta un piano energetico complessivamente sbagliato.
GIUSTIZIA: SFRUTTANDO IL CLAMORE DELLE ARMI, IL CENTRODESTRA CONTINUA A PRESENTARE PROPOSTE DI LEGGE PER SALVARE BERLUSCONI DAI PROCESSI.
Pdl e Lega sono assenti e contraddittori sullo scenario internazionale, ma si ritornano attivi per evitare di fare i conti con la giustizia. Continuano anche in questi frangenti a ritenere i problemi di Berlusconi la cosa più importante. Le vicende militari in atto in tutto il Mediterraneo, la crisi energetica che si presenta alle porte, la crisi occupazionale e l’inflazione passano, per loro, in secondo piano.
Una irresponsabilità senza limiti che necessariamente deve spingere tutti i cittadini di buon senso a chiedere la fine di questo governo della Lega e del Pdl.
IL PARTITO DEMOCRATICO, APPOGGIANDO IN PIENO LA RISOLUZIONE DELL’ONU, ANNUNCIANDO IL SOSTEGNO AL REFERENDUM SUL NUCLEARE, RIUNISCE IMPRENDITORI E SINDACATI PER PRESENTARE IL PROPRIO PIANO NAZIONALE DELLE RIFORME PER L’EUROPA E PER L’ITALIA.
Il governo non c’è più e quando si fa sentire lo fa per ribadire le proprie divisioni su tutti i campi.
Il Pd si sostituisce al governo di fronte alle forze sociali e produttive del paese (Confcommercio, Confartigianato, Cna, Cassartigiani, Abi, Cgil, Cisl, Uil) e presenta il piano nazionale delle riforme messo a punto con le proposte approvate nelle tre assemblee nazionali tenute nei mesi scorsi. Il paese non può fermarsi ma deve continuare a guardare avanti: Il paese ha bisogno di un progetto alternativo per una politica economica e industriale capace di mettere l’Italia sulla strasa della riscossa. Il governo non c’è più, il PD è presente e illustra la via d’uscita sul piano nazionale rivolto a quello europeo.
DOPO I TAGLI DI TREMONTI, COMUNI, PROVINCIE E REGIONI NON PAGANO LE IMPRESE. SONO OLTRE 7 MILIARDI DI EURO I PAGAMENTI SOSPESI PERCHE’ SONO STATI CIECAMENTE TOLTI I FONDI AGLI ENTI PUBBLICI.
In questo  modo si accentua ulteriormente la crisi, si tagliano gli investimenti e si spinge sul lastrico centinaia di aziende, soprattutto piccole e medie che lavorano con le amministrazioni territoriali,   che non possono più sopravvivere.
Le aziende non ce la fanno più e l’occupazione diminuisce.
EFFETTO SACCONI: LAVORO A TERMINE PER TRE ASSUNTI SU QUATTRO.
Il lavoro negli ultimi anni è sempre più temporaneo. Le formule sono le più diverse (lavoro a termine, interinale, apprendistato, lavoro a collaborazione) ma la sostanza è sempre la stessa: il lavoro è precario.

martedì 15 marzo 2011

LA DIFFERENZA TRA CHI CREDE REALMENTE NEL FEDERALISMO COME STRUMENTO DI CRESCITA PER TUTTO IL PAESE E INVECE CHI, COME LEGA E PDL, LO INTENDE COME STRUMENTO DI EGOISTICA DIVISIONE


Una sfida per il buon governo
Uniti e con le idee ben precise su come far ripartire il paese.
Questo è il centrosinistra e questa è la sfida che ci attende.
Mai come oggi la parola partecipazione deve tornare ad essere pronunciata con forza e convinzione.
Abbiamo a che fare con un governo le cui promesse nascono sull’albero della propaganda e finiscono inevitabilmente come le foglie ad autunno, rigorosamente morte.
E tra le tante promesse tradite da questo governo c’è il federalismo. Ridotto a merce di scambio tra un presidente del Consiglio sempre più impresentabile e una Lega che sta giocando la sua partita sulla pelle degli italiani.

Un federalismo che da occasione di crescita è stato trasformato in un confuso insieme di norme che produrranno solo un aumento delle tasse e una diminuzione dei servizi per i cittadini. Un riforma che di federale ha poco o nulla, solo uno scarico di oneri senza una reale autonomia.

Noi vogliamo che il federalismo torni ad essere un patto con i territori, con i cittadini e gli amministratori e non l’imposizione senza capo ne coda voluta da Calderoli e Tremonti.
Le Autonomie Locali rappresentano una risorsa eccezionale, sempre più colpita, mortificata e denigrata da questo miope Governo. Sono la cerniera tra lo Stato e i cittadini, sono l’avamposto essenziale delle istituzioni, sono e devono essere elemento di coesione. Il fondamento stesso del nostro sistema Paese.
Il Governo ha dimostrato nei fatti di considerare le autonomie un problema, sudditi per i quali non c’è mai tempo e neppure risorse.

Serve un cambio di passo sostanziale prima che tutto il sistema Paese collassi.
Nel 2010 oltre il 50% del comuni sono fuori dal patto di stabilità. I conti pubblici nel biennio 2008 - 2010 sono peggiorati , il debito pubblico è volato al 119%, il rapporto deficit pil al 5,1%. La disoccupazione reale, compresi quindi anche coloro che un lavoro hanno smesso di cercarlo e chi è finito in cassa integrazione ma che non verrà riassunto, secondo Bankitalia è al 10,5%, quella giovanile ha toccato la cifra record, dice l’Istat, del 30,2%. Un ragazzo su cinque non lavora e non studia, alle donne va peggio si tratta di una donna su due. Il 21,2%, riporta sempre l’Istat dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni non studia e non lavora. Il dato peggiore della Ue . Bankitalia solo pochi giorni fa ha comunicato che crescono i debiti delle famiglie e diminuiscono le risorse a disposizione. E in tutto questo, nel paese del bengodi berlusconiano la pressione fiscale ha toccato il massimo storico il 43,4%. Se lo ricordi chi ha votato per questo governo.
E intanto l’inflazione è ripartita alla grande.
Tremonti dice che i conti sono a posto: non è vero e in compenso sono state massacrate le famiglie con aumenti di tasse e tariffe. Le risorse sottratte agli enti locali, ben 13miliardi di euro, sono state solo in piccolissima parte impiegate per fronteggiare la crisi, per gli ammortizzatori sociali. Ed è non più accettabile che il governo centrale chieda sacrifici alle autonomie per aumentare le proprie spese, magari per creare nuovi ministeri.
Ora aumenteranno sottosegretari e ministri, per assicurare la pace interna ad un governo che è tenuto insieme solo dalla difesa dei privilegi e degli interessi.

Serve un cambiamento e ciò può avvenire esclusivamente mandando a casa un Governo che con due decreti, partoriti dallo stesso che ha redatto e poi battezzato, sappiamo come, l’attuale legge elettorale, è convinto di farci credere di aver riformato lo Stato in senso federale.

Ma di quale riforma stiamo parlando?
Forse di quella che stritola gli enti locali, e che grava ciascun cittadino di nuove e più pesanti tasse mentre i servizi, grazie ai tagli lineari del Ministro Tremonti, via via si assottigliano?
Di quale federalismo stiamo parlando?
Di quello ingiusto che, non dobbiamo aver paura di dirlo, ha eliminato completamente l’Ici, che ha cancellato totalmente l’unica imposta veramente federale, anche a quelli che certo non avevano bisogno di un simile regalo?
Ma di quale federalismo stiamo parlando?
Oggi è sotto gli occhi di tutti come il Federalismo della Lega sia solo un bluff, una parola che se si traduce in quei decreti, è vuota e incapace di rispondere alle reali esigenze delle nostre comunità. Volevano fare qualche cosa di serio? Si cominciava con un allentamento intelligente del patto di stabilità: si sarebbe liberato chi aveva le risorse consentendo di immetterle nel circuito economico. Si sarebbe dato fiato a decine di migliaia di Pmi, consentendo al Paese di ripartire. Invece la nostra economia è rimasta al palo e tante imprese hanno chiuso i battenti mandando a casa imprenditori ed operai. L’Anci ha stimato che un allentamento intelligente del Patto avrebbe consentito di mettere in circolo circa 70 miliardi di euro. Anche se si fosse trattato di un terzo di questo valore, si sarebbe data una spinta incredibile alla nostra economia. Era la maniera migliore per agire : così facendo si premiavano i comuni virtuosi e si stimolava a fare meglio quelli meno.
E invece è arrivato Calderoli.

NUCLEARE: TUTTO IL MONDO RIFLETTE SUL DRAMMA GIAPPONESE. IN ITALIA FA GOLA LA COLATA DI CEMENTO


Tutto il mondo è attonito di fronte al dramma del Giappone. E tutto il mondo sta con il fiato sospeso con gli occhi puntati sulla sorte delle vecchie centrali nucleari in cui sono andati in panne i sistemi di raffreddamento. In Germania la cancelliera Angela Merkel ha sospeso la proroga dell’attività delle vecchie centrali, decisa solo pochi mesi fa. In Francia si discute sulle misure di sicurezza. In Usa gli stessi democratici hanno chiesto al presidente Barak Obama di riflettere sulla ripresa del programma nucleare.
Il governo italiano, invece, non vuole proprio sentirne parlare, anche se basterebbe fare un giro di interviste ai governatori regionali (centrosinistra e centrodestra) per sentirsi dire, a questo punto, un no a tutto tondo sulla possibilità di impiantare sui rispettivi territori una centrale.
Ancora non ci sono i siti tra i quali scegliere l’ubicazione degli impianti. Ancora non è chiaro dove verrebbero stoccate le scorie. Ma il governo vuole andare comunque avanti. Forse, prima ancora del piano energetico, sono il cemento e le commesse industriali (per larghissima parte una centrale nucleare è costruzione in cemento armato e turbine) il business che guida questa irriducibilità.
IL PD SOSTERRA’ IL REFERENDUM.
Non certo per reazione emotiva, ma perché il fantapiano del governo non ha nessuna fattibilità, è economicamente svantaggioso e, prevedendo l’impiego di tecnologie non nostre, ci renderebbe totalmente dipendenti da altri.
I nostri governanti non stanno lavorando all’Agenzia di sicurezza, non hanno risolto il problema delle scorie già esistenti, non hanno smantellato le vecchie centrali, che sarebbe stato il vero allenamento per i nostri tecnici e le nostre capacità industriali.
Per questo lavoreremo per la riuscita del Referendum, perché esca dalle urne una risposta chiara contro questo piano (anche se sappiamo che da 24 consultazioni il quorum non viene raggiunto e spesso si strumentalizza il risultato).
Noi ci impegneremo comunque per fermare questo piano che poggia sulla sabbia ed è totalmente sbagliato.
Per noi si deve insistere sull’energia da fonti rinnovabili, un settore in grande crescita, con miliardi di finanziamenti provenienti da ogni parte del mondo, ma che ora il governo vuole distruggere con un decreto. Se ci riesce, ci saranno banche che ritireranno i finanziamenti con gravi conseguenze sull’occupazione e sulla crescita economica.
Occupazione e crescita, che sono poi le vere priorità di questo paese.

lunedì 14 marzo 2011

IL NOSTRO TEMPO E’ ADESSO.


“TUTTI INSIEME”  PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE E LA SCUOLA PUBBLICA
E PER FERMARE LA CONTRORIFORMA.
Costituzione e scuola pubblica sono due pilastri fondamentali per il nostro Stato e non possiamo farne a meno perché sono vitali e sacre.
Vitali perché consentono ad un organismo complesso, come la società, di regolarsi e continuare a vivere nel tempo.
Sacre perché contengono le qualità simboliche che permettono di tenere insieme una comunità fatta di milioni di persone diverse secondo un diritto che è uguale.
La Costituzione mette insieme, in modo chiaro, non solo i diritti e i doveri ma “quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi”.
La nostra scuola pubblica sa mettere insieme ogni giorno i mondi interiori di ogni bambino e ragazzo che sta crescendo con quello di ciascun altro e, al tempo stesso, il mondo intorno con le sue leggi, la sua storia, i suoi problemi e i molti alfabeti che servono a leggerlo.
In questi giorni siamo chiamati a difendere tutto questo perché questo governo sta duramente attaccando la Costituzione e la scuola pubblica: ogni giorno sono attaccati gli organi con i quali la politica si fa diritto e ogni giorno la scuola è sotto attacco perché rappresenta il luogo di crescita e di dialogo.
Tutti i provvedimenti adottati da questo governo della Lega e del Pdl sono orientati a stravolgere queste nostre istituzioni, a impedire “loro” di funzionare perché con “loro” funziona lo Stato.
Tutti i provvedimenti adottati dall’attuale compagine governativa sono orientati ad individuare ovunque dei nemici.
Sono nemici i professori come i magistrati, i dipendenti pubblici come i giornalisti liberi, gli studenti, che vogliono una società più evoluta e disponibile che non li prepari solo ad essere precari, come gli operai che difendono dai soprusi e dalle corrosioni i loro diritti e i propri salari.

venerdì 11 marzo 2011

I DANNI DEL GOVERNO DEL FARE. ENERGIE RINNOVABILI: UN NUOVO COLPO ALLA CREDIBILITA’ ITALIANA. CULTURA: UN ALTRO COLPO CON I NUOVI TAGLI AL FONDO SPETTACOLO.



Le banche estere hanno sospeso i finanziamenti e scritto al governo minacciando di interrompere gli interventi in Italia se si cambiano le regole dopo che il gioco è iniziato. Se il testo non sarà modificato risulteranno a rischio non solo gli investimenti sulle rinnovabili, ma tutti gli investimenti esteri nelle infrastrutture: strade, autostrade, ospedali.
Gli operatori sono rimasti con gli investimenti in sospeso. E nessuno sa più cosa fare in un settore dove la politica industriale varata da Bersani durante il governo Prodi ha fatto crescere attività, produzione, servizi, occupazione, oltre che un intervento interessante ai fini ambientali: è il risultato strabiliante del “governo del fare” nel settore delle energie rinnovabili.
Solo pochi mesi fa il governo aveva fissato gli incentivi al fotovoltaico valevoli fino al 2013. Poi, improvvisamente, in corso d’opera, mentre già erano partiti investimenti, finanziamenti e progetti, con un provvedimento d’urgenza il governo ha sospeso tutto, rinviando la definizione degli incentivi ad una nuova decisione da prendere entro un mese.
L’ennesimo colpo alla credibilità Italiana.
Per farla completa, poi, un altro colpo al cuore è arrivato con la notizia del congelamento di 27 milioni di euro per il Fondo unico per lo spettacolo, dopo il taglio di 258 milioni.
Scuola (già tagliate 81.000 cattedre) e cultura sono obiettivi costanti di questo governo della Lega e del Pdl.

mercoledì 9 marzo 2011

APPROVATO IL BILANCIO REGIONALE DEL VENETO: IN ARRIVO NUOVE CALAMITA’ SU TUTTI I FRONTI


La discussione sulla Finanziaria e sul bilancio regionale 2011, varate il 2 marzo scorso, ha portato una infinità di tagli in tutte le direzioni. Se aggiungiamo a questi restringimenti a livello Regionale i danni causati dalla delibera del federalismo Comunale troviamo solo molte più tasse per tutti e molti meno servizio per tutti.

“Una manovra che è partita decisamente in salita perché doveva pagare un doppio scotto: da un lato  l’incapacità del governo regionale di mantenere una quota di risorse per fare gli investimenti e puntare al rilancio economico del Veneto. Dall’altro la rinuncia di Zaia ad aprire un duro contenzioso con Roma quando, nello scorso giugno, sono stati imposti dolorosi tagli dal governo nazionale”.

·      DOBBIAMO SOLAMENTE RINGRAZIARE LA LEGA E IL PDL PER I MAGGIORI COSTI CHE I CITTADINI E LE IMPRESE DOVRANNO SOPPORTARE.
·      DOBBIAMO RINGRAZIARE LA LEGA E IL PDL PER LA MANCANZA DI UNA POLITICA INCENTIVATA SULLA CRESCITA E QUINDI PER TUTTI I POSTI DI LAVORO PERSI E CHE SI PERDERANNO.
·      DOBBIAMO RINGRAZIARE LA LEGA E IL PDL PER LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE E FEMMINILE.
IL GOVERNO DELLA LEGA E DEL PDL E’ IL RESPONSABILE DI TUTTO QUESTO
·      QUANDO NON ARRIVATE A FINE MESE,
·      QUANDO TROVATE QUALCUNO CHE HA PERSO IL POSTO DI LAVORO,
·      QUANDO VI ACCORGETE CHE I SERVIZI SOCIALI E SANITARI NON FUNZIONANO COME DOVREBBERO,
·      QUANDO SCOPRITE CHE LA VOSTRA SICUREZZA E’ IN PERICOLO PER I TAGLI ALLE FORZE DI POLIZIA,
RINGRAZIATE QUESTO GOVERNO DELLA LEGA E DEL PDL

Riportiamo alcuni capitoli tratti dal bilancio Regionale 2011, con i tagli apportati da Zaia, Lega e Pdl,
(Riporteremo i dati in varie puntate per non appesantire la lettura e per consentire una valutazione attenta e ponderata)

Voci di bilancio
Bilancio 2010 assestato
Bilancio 2011 approvato
Differenza         2010-2011
Differenza in %   2010-2011
Interventi indistinti a favore degli enti locali
8.170.000
3.550.000
- 4.620.000
- 56%
Trasferimenti generali per funzioni delegate agli enti locali
11.050.000
7.726.000
- 3.324.000
- 30,1%
Trasferimenti agli enti locali per investimenti
14.852.000
2.052.000
- 12.800.000
- 86%
Contributi e partecipazioni in enti e associazioni
1.098.000
1.097.000
- 1.000
- 0,1%
Celebrazioni e manifestazioni
2.950.000
2.615.000
- 335.000
- 11,4%
Attività di informazione e comunicazione istituzionale ai cittadini
3.830.764
2.579.570
- 1.251.193
- 32,7&
RELAZIONI ISTITUZIONALI
43.250.764
20.269.570
- 22.981.194
- 53,1%



Diritti umani, cooperazione e solidarietà internazionale
3.623.272
3.109.416
- 513.857
- 14,2%
Azioni a sostegno delle relazioni economiche, sociali e culturali a carattere internazionale
3.113.942
1.650.681
- 1.463.261
- 47,0%
Pari opportunità
1.115.000
840.000
- 275.000
- 24,7%
Interventi strutturali a sostegno delle relazioni economiche, sociali e culturali a carattere internazionale
11.054.725
12.730.192
1.675.467
15,2%
SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE
18.906.939
18.330.288
- 576.651
- 3,0%

Attività di sostegno della sicurezza, protezione e tutela del cittadino
135.850
0
- 135.850
- 100%
Prevenzione e lotta alla criminalità
966.0776
350.000
- 616.076
- 63,8%
Interventi strutturali per la sicurezza
8.378.428
568.145
- 7.810.283
- 93,2%
SICUREZZA E ORDINE PUBBLICO
9.480.354
918.145
- 8.562.283
- 93,2%

Seguiranno, con i prossimi interventi, le tabelle relative a:
AGRICOLTURA E SVILUPPO REALE, SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO E DELLE PICCOLE
IMPRESE, LAVORO, ENERGIA, COMMERCIO, TURISMO, INTERVENTI PER LE ABITAZIONI.