LIBIA: DOPO LA RISOLUZIONE DELL’ONU PER L’INTERVENTO IN LIBIA VOLTO A EVITARE IL MASSACRO DEI CIVILI, IL GOVERNO ITALIANO SI DIVIDE E NON SA PRENDERE POSIZIONE.
Si è passati in un batter d’occhio dal baciamano berlusconiano ai Tornado e l’amico Gheddafi in una frazione di secondo è diventato un nemico.
Era chiaro fin dall’inizio delle proteste scoppiate in Libia che il nostro governo non sapeva cosa fare. Era incerto se continuare ad appoggiare Gheddafi oppure schierarsi con la popolazione che si ribellava. Una posizione subalterna agli avvenimenti che di fatto hanno squalificato l’Italia di fronte all’opinione internazionale. Ora, a conflitto iniziato, le incertezze iniziali si sono trasformate in divisioni laceranti all’interno del centrodestra. Il Pdl di fatto subalterno alla politica francese per non essere secondi a nessuno e cercare di salvare la faccia e la Lega contraria alla risoluzione Onu per il solo fatto di essere contro la gente che fugge dalle guerre e dalle discriminazioni.
Una politica estera disastrosa e controproducente che avrà effetti pesantemente negativi anche dopo il conflitto, qualunque sia l’esito finale.
L’Onu, nella sua risoluzione, richiama l’esigenza della salvaguardia della popolazione civile e questo deve essere l’obiettivo di tutti.
NUCLAEARE: LA GERMANIA RIDUCE DA 17 A 4 IL NUMERO DEI REATTORI CHE RIMARRANNO IN SERVIZIO.
Riduce così del 75% la sua capacità nucleare, puntando a dire addio ad una politica energetica che, dopo le vicende giapponesi, si presenta con tutta la sua pericolosità e con tutti i rischi derivanti dalla dipendenza all’atomo.
In Italia parte la campagna per il referendum contro il nucleare e ora anche il governo, dopo aver dato prova di ottusità e insensibilità, sente la necessità di sospendere il proprio impegno ma solo per una posizione elettorale (hanno dichiarato pubblicamente che continuare a sostenere il nucleare contribuisce a far perdere al centrodestra le elezioni amministrative) e non per il pericolo che realmente rappresenta un piano energetico complessivamente sbagliato.
GIUSTIZIA: SFRUTTANDO IL CLAMORE DELLE ARMI, IL CENTRODESTRA CONTINUA A PRESENTARE PROPOSTE DI LEGGE PER SALVARE BERLUSCONI DAI PROCESSI.
Pdl e Lega sono assenti e contraddittori sullo scenario internazionale, ma si ritornano attivi per evitare di fare i conti con la giustizia. Continuano anche in questi frangenti a ritenere i problemi di Berlusconi la cosa più importante. Le vicende militari in atto in tutto il Mediterraneo, la crisi energetica che si presenta alle porte, la crisi occupazionale e l’inflazione passano, per loro, in secondo piano.
Una irresponsabilità senza limiti che necessariamente deve spingere tutti i cittadini di buon senso a chiedere la fine di questo governo della Lega e del Pdl.
IL PARTITO DEMOCRATICO, APPOGGIANDO IN PIENO LA RISOLUZIONE DELL’ONU, ANNUNCIANDO IL SOSTEGNO AL REFERENDUM SUL NUCLEARE, RIUNISCE IMPRENDITORI E SINDACATI PER PRESENTARE IL PROPRIO PIANO NAZIONALE DELLE RIFORME PER L’EUROPA E PER L’ITALIA.
Il governo non c’è più e quando si fa sentire lo fa per ribadire le proprie divisioni su tutti i campi.
Il Pd si sostituisce al governo di fronte alle forze sociali e produttive del paese (Confcommercio, Confartigianato, Cna, Cassartigiani, Abi, Cgil, Cisl, Uil) e presenta il piano nazionale delle riforme messo a punto con le proposte approvate nelle tre assemblee nazionali tenute nei mesi scorsi. Il paese non può fermarsi ma deve continuare a guardare avanti: Il paese ha bisogno di un progetto alternativo per una politica economica e industriale capace di mettere l’Italia sulla strasa della riscossa. Il governo non c’è più, il PD è presente e illustra la via d’uscita sul piano nazionale rivolto a quello europeo.
DOPO I TAGLI DI TREMONTI, COMUNI, PROVINCIE E REGIONI NON PAGANO LE IMPRESE. SONO OLTRE 7 MILIARDI DI EURO I PAGAMENTI SOSPESI PERCHE’ SONO STATI CIECAMENTE TOLTI I FONDI AGLI ENTI PUBBLICI.
In questo modo si accentua ulteriormente la crisi, si tagliano gli investimenti e si spinge sul lastrico centinaia di aziende, soprattutto piccole e medie che lavorano con le amministrazioni territoriali, che non possono più sopravvivere.
Le aziende non ce la fanno più e l’occupazione diminuisce.
EFFETTO SACCONI: LAVORO A TERMINE PER TRE ASSUNTI SU QUATTRO.
Il lavoro negli ultimi anni è sempre più temporaneo. Le formule sono le più diverse (lavoro a termine, interinale, apprendistato, lavoro a collaborazione) ma la sostanza è sempre la stessa: il lavoro è precario.