martedì 15 marzo 2011

LA DIFFERENZA TRA CHI CREDE REALMENTE NEL FEDERALISMO COME STRUMENTO DI CRESCITA PER TUTTO IL PAESE E INVECE CHI, COME LEGA E PDL, LO INTENDE COME STRUMENTO DI EGOISTICA DIVISIONE


Una sfida per il buon governo
Uniti e con le idee ben precise su come far ripartire il paese.
Questo è il centrosinistra e questa è la sfida che ci attende.
Mai come oggi la parola partecipazione deve tornare ad essere pronunciata con forza e convinzione.
Abbiamo a che fare con un governo le cui promesse nascono sull’albero della propaganda e finiscono inevitabilmente come le foglie ad autunno, rigorosamente morte.
E tra le tante promesse tradite da questo governo c’è il federalismo. Ridotto a merce di scambio tra un presidente del Consiglio sempre più impresentabile e una Lega che sta giocando la sua partita sulla pelle degli italiani.

Un federalismo che da occasione di crescita è stato trasformato in un confuso insieme di norme che produrranno solo un aumento delle tasse e una diminuzione dei servizi per i cittadini. Un riforma che di federale ha poco o nulla, solo uno scarico di oneri senza una reale autonomia.

Noi vogliamo che il federalismo torni ad essere un patto con i territori, con i cittadini e gli amministratori e non l’imposizione senza capo ne coda voluta da Calderoli e Tremonti.
Le Autonomie Locali rappresentano una risorsa eccezionale, sempre più colpita, mortificata e denigrata da questo miope Governo. Sono la cerniera tra lo Stato e i cittadini, sono l’avamposto essenziale delle istituzioni, sono e devono essere elemento di coesione. Il fondamento stesso del nostro sistema Paese.
Il Governo ha dimostrato nei fatti di considerare le autonomie un problema, sudditi per i quali non c’è mai tempo e neppure risorse.

Serve un cambio di passo sostanziale prima che tutto il sistema Paese collassi.
Nel 2010 oltre il 50% del comuni sono fuori dal patto di stabilità. I conti pubblici nel biennio 2008 - 2010 sono peggiorati , il debito pubblico è volato al 119%, il rapporto deficit pil al 5,1%. La disoccupazione reale, compresi quindi anche coloro che un lavoro hanno smesso di cercarlo e chi è finito in cassa integrazione ma che non verrà riassunto, secondo Bankitalia è al 10,5%, quella giovanile ha toccato la cifra record, dice l’Istat, del 30,2%. Un ragazzo su cinque non lavora e non studia, alle donne va peggio si tratta di una donna su due. Il 21,2%, riporta sempre l’Istat dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni non studia e non lavora. Il dato peggiore della Ue . Bankitalia solo pochi giorni fa ha comunicato che crescono i debiti delle famiglie e diminuiscono le risorse a disposizione. E in tutto questo, nel paese del bengodi berlusconiano la pressione fiscale ha toccato il massimo storico il 43,4%. Se lo ricordi chi ha votato per questo governo.
E intanto l’inflazione è ripartita alla grande.
Tremonti dice che i conti sono a posto: non è vero e in compenso sono state massacrate le famiglie con aumenti di tasse e tariffe. Le risorse sottratte agli enti locali, ben 13miliardi di euro, sono state solo in piccolissima parte impiegate per fronteggiare la crisi, per gli ammortizzatori sociali. Ed è non più accettabile che il governo centrale chieda sacrifici alle autonomie per aumentare le proprie spese, magari per creare nuovi ministeri.
Ora aumenteranno sottosegretari e ministri, per assicurare la pace interna ad un governo che è tenuto insieme solo dalla difesa dei privilegi e degli interessi.

Serve un cambiamento e ciò può avvenire esclusivamente mandando a casa un Governo che con due decreti, partoriti dallo stesso che ha redatto e poi battezzato, sappiamo come, l’attuale legge elettorale, è convinto di farci credere di aver riformato lo Stato in senso federale.

Ma di quale riforma stiamo parlando?
Forse di quella che stritola gli enti locali, e che grava ciascun cittadino di nuove e più pesanti tasse mentre i servizi, grazie ai tagli lineari del Ministro Tremonti, via via si assottigliano?
Di quale federalismo stiamo parlando?
Di quello ingiusto che, non dobbiamo aver paura di dirlo, ha eliminato completamente l’Ici, che ha cancellato totalmente l’unica imposta veramente federale, anche a quelli che certo non avevano bisogno di un simile regalo?
Ma di quale federalismo stiamo parlando?
Oggi è sotto gli occhi di tutti come il Federalismo della Lega sia solo un bluff, una parola che se si traduce in quei decreti, è vuota e incapace di rispondere alle reali esigenze delle nostre comunità. Volevano fare qualche cosa di serio? Si cominciava con un allentamento intelligente del patto di stabilità: si sarebbe liberato chi aveva le risorse consentendo di immetterle nel circuito economico. Si sarebbe dato fiato a decine di migliaia di Pmi, consentendo al Paese di ripartire. Invece la nostra economia è rimasta al palo e tante imprese hanno chiuso i battenti mandando a casa imprenditori ed operai. L’Anci ha stimato che un allentamento intelligente del Patto avrebbe consentito di mettere in circolo circa 70 miliardi di euro. Anche se si fosse trattato di un terzo di questo valore, si sarebbe data una spinta incredibile alla nostra economia. Era la maniera migliore per agire : così facendo si premiavano i comuni virtuosi e si stimolava a fare meglio quelli meno.
E invece è arrivato Calderoli.

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