venerdì 4 marzo 2011

LE NOTIZIE DI OGGI IN BREVE


BERLUSCONI HA PAURA DEL CONFRONTO CON GLI ELETTORI, MA LE AMMINISTRATIVE NON LE PUO’ FERMARE: IL 15 E 16 MAGGIO SI VOTA.
UN TEST PER MANDARLO A CASA.
Il Presidente del Consiglio si è barricato nel palazzo ed ha una gran paura delle elezioni, perché sa che perderebbe: a provarlo tutti i sondaggi che lo danno in caduta libera, mentre mostrano una costante ripresa del PD e del centrosinistra.
La verità è che nel paese ci sono segni evidenti di insofferenza verso un governo che non ha alcun interesse per i problemi degli italiani.
L’appuntamento con le elezioni amministrative in molte grandi città italiane diventerà così un test generale: a Torino come a Bologna, a Napoli come a Milano, il raffronto con tutte le ultime elezioni regionali, con le europee e con le politiche sarà a favore del centrosinistra.
NO ELECTION DAY CON L’ACCORPAMENTO DEI REFERENDUM: CON I 300 MILIONI DI SPESA RISPARMIATA CI SI POTEVANO FARE GLI ASILI NIDO.
Il Ministro Maroni si è dimostrato ancora una volta il fedele esecutore del comandante rifiutando di unificare il voto amministrativo con quello dei referendum (spostati al 12 giugno) per tentare di non far raggiungere il quorum e di evitare una sconfitta per la destra (nucleare, due sull’acqua, uno per abolire il legittimo impedimento).
Protestava per le spese per festeggiare l’Unità d’Italia e butta dalla finestra oltre 300 milioni di euro.
Intanto mentre il PD prepara gli stati generali dell’economia per presentare il progetto di rilancio per l’Italia, Lega e Pdl preparano la riforma della giustizia per il blocca processi e il rimpasto per dividersi i posti (anche ai nuovi acquisti).
E IL FEDERALISMO REGIONALE SI ARENA SUI TAGLI ALLE REGIONI.
Dopo il pasticcio delle tasse con il federalismo comunale (perfino Confcommercio ha dichiarato che tassa di soggiorno, patrimoniale su artigiani e commercianti e addizionali varie non faranno bene all’economia)  anche l’attuale federalismo regionale si preannuncia un pasticcio. Le regioni hanno abbandonato il confronto, perché le condizioni di fondo non sono quelle promesse dal governo. La Lega, per avere una bandierina da sventolare, sta facendo pagare ai cittadini un conto salatissimo in tasse, balzelli e mancanza di servizi.
L’ISTAT HA RESO NOTO, IERI, CHE IL RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI A ZERO ORE E’ AUMENTATO IN MODO PESANTE NEGLI ULTIMI MESI, SOPRATTUTTO A GENNAIO E FEBBERAIO.
E’ il segnale che la crisi sta ancora colpendo duro e che bisognerebbe prendere misure efficaci per incentivare la crescita e lo sviluppo. Ma il governo, come visto, ha ben altro per la testa: per loro escort e bandierine sono più importanti.
Sempre ieri la CGIL ha deciso di indire uno sciopero generale di quattro ore contro la politica del governo per prossimo maggio.
INTANTO L’EUROPA PORTA GHEDDAFI SUL BANCO DEGLI IMPUTATI DEL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE DELL’AIA.
Ma per colpa della destra (Lega e Pdl) l’Italia non potrà applicarne le decisioni.
Il tutto mentre sta crescendo l’INFLAZIONE e il conto degli interessi per il nostro paese diventerà salatissimo (ogni punto di aumento dei tassi comporterà per l’Italia un aumento in interessi di una somma superiore ai 10 miliardi di euro).

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