giovedì 2 febbraio 2012

L’istruzione fondamento della crescita


ALBAREDO D’ADIGE
L’istruzione fondamento della crescita

Ad Albaredo ormai tutto è orientato sui tagli ai cittadini per foraggiare stipendi del Sindaco Menegazzi e della sua giunta leghista. Si taglia l’istruzione, per quello che una istituzione periferica come il Comune dovrebbe fare per offrire servizi e occasioni di cultura ai cittadini.
A livello nazionale la Lega non ha mai voluto un incremento del tasso medio di istruzione, infatti il governo Berlusconi-Bossi ha tagliato le risorse alla scuola, ha impoverito le strutture pubbliche a cominciare dagli asilo nido, dalle scuole primarie e secondarie fino all’università.
La scusa era la salvaguardia dei conti pubblici, ma in realtà per i condottieri leghisti l’unico scopo era quello di mantenere larghi strati della popolazione lontana dalle scuole e dalla crescita intellettiva e professionale. Per loro è importante che la gente non capisca, non sappia confrontare e valutare, si beva la fesseria che c’è sempre un nemico per i problemi della nostra società, da ricercare nelle differenze razziali e nell’odio per le diversità, ed è importante che la gente rimanga nell’ignoranza delle vere problematiche, o si beva le solite soluzioni miracolose, la secessione della padania, l’uscita dall’euro e simili cretinate.
Questa è la politica che fanno a livello nazionale e che stanno facendo nei comuni che amministrano.
Ad Albaredo la loro prima preoccupazione è stata limitare l’attività della biblioteca.
Hanno poi continuato bloccando l’apertura del nuovo teatro perché può rappresentare un’occasione di incontro e di crescita delle coscienze, a chi è informato ed istruito non puoi raccontare le solite fole.
Il nuovo teatro è una ricchezza del comune, è una realtà già presente e concreta.
La struttura è completata, bisogna solo usarla.
Ma nella logica leghista diventa una pericolosa fonte di destabilizzazione della loro politica oscurantista. Meglio lasciarla degradare, lasciare che il tempo rovini le strutture, piuttosto che correre il rischio che la gente prenda coscienza. I danni che per incuria stanno causando all’immobile di proprietà pubblica sono ormai al limite della recuperabilità. Mancano i soldi, dicono gli amministratori, ma intanto quasi 100.000 euro li hanno trovati per rimpinguare le proprie finanze personali
Le responsabilità a questo punto sono di ogni singolo componente della giunta e anche chi tra i leghisti albaretani non si dissocia da tali operazioni. Ma avverrà come a livello nazionale: la Lega dice che lavora per la padania, ma investe milioni di euro in Tanzania, in Africa equatoriale, perché i soldi non puzzano e fanno dimenticare molte cose.
Noi speriamo invece che i cittadini di Albaredo si ricordino di costoro.

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