ALBAREDO D’ADIGE
L’istruzione fondamento della crescita
Ad
Albaredo ormai tutto è orientato sui tagli ai cittadini per foraggiare stipendi
del Sindaco Menegazzi e della sua giunta leghista. Si taglia l’istruzione, per
quello che una istituzione periferica come il Comune dovrebbe fare per offrire
servizi e occasioni di cultura ai cittadini.
A livello
nazionale la Lega non ha mai voluto un incremento del tasso medio di
istruzione, infatti il governo Berlusconi-Bossi ha tagliato le risorse alla
scuola, ha impoverito le strutture pubbliche a cominciare dagli asilo nido,
dalle scuole primarie e secondarie fino all’università.
La
scusa era la salvaguardia dei conti pubblici, ma in realtà per i condottieri
leghisti l’unico scopo era quello di mantenere larghi strati della popolazione
lontana dalle scuole e dalla crescita intellettiva e professionale. Per loro è
importante che la gente non capisca, non sappia confrontare e valutare, si beva
la fesseria che c’è sempre un nemico per i problemi della nostra società, da
ricercare nelle differenze razziali e nell’odio per le diversità, ed è
importante che la gente rimanga nell’ignoranza delle vere problematiche, o si
beva le solite soluzioni miracolose, la secessione della padania, l’uscita
dall’euro e simili cretinate.
Questa è la
politica che fanno a livello nazionale e che stanno facendo nei comuni che
amministrano.
Ad
Albaredo la loro prima preoccupazione è stata limitare l’attività della
biblioteca.
Hanno
poi continuato bloccando l’apertura del nuovo teatro perché può rappresentare
un’occasione di incontro e di crescita delle coscienze, a chi è informato ed
istruito non puoi raccontare le solite fole.
Il nuovo
teatro è una ricchezza del comune, è una realtà già presente e concreta.
La struttura
è completata, bisogna solo usarla.
Ma
nella logica leghista diventa una pericolosa fonte di destabilizzazione della
loro politica oscurantista. Meglio lasciarla degradare, lasciare che il tempo
rovini le strutture, piuttosto che correre il rischio che la gente prenda
coscienza. I danni che per incuria stanno causando all’immobile di proprietà
pubblica sono ormai al limite della recuperabilità. Mancano i soldi, dicono gli
amministratori, ma intanto quasi 100.000 euro li hanno trovati per rimpinguare
le proprie finanze personali
Le
responsabilità a questo punto sono di ogni singolo componente della giunta e
anche chi tra i leghisti albaretani non si dissocia da tali operazioni. Ma
avverrà come a livello nazionale: la Lega dice che lavora per la padania, ma
investe milioni di euro in Tanzania, in Africa equatoriale, perché i soldi non
puzzano e fanno dimenticare molte cose.
Noi
speriamo invece che i cittadini di Albaredo si ricordino di costoro.
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