I RAGAZZI CHIEDONO UN
FUTURO MIGLIORE,
IL GOVERNO NON LI ASCOLTA
Dalle piazze d’Italia la voce delle giovani generazioni.
Berlusconi considera un fardello governare l’Italia? Ma il fardello è
solo lui. (dichiarazione di Francesca Puglisi Responsabile
Scuola Pd)
I ragazzi e le ragazze scesi in piazza chiedono di avere un futuro e lo chiedono a un governo che continua a non
prestare loro alcun ascolto e attenzione, un governo i cui comportamenti ad
ogni livello stanno gettando discredito a
livello internazione su tutto il Paese.
Comportamenti squalificanti e miopie stanno aggravando una crisi già
conclamata il cui conto è pagato quasi interamente
dai giovani.
Sono, invece, le
intelligenze dei giovani quelle con le quali vogliamo ricostruire
dalle fondamenta questo paese, Se per il presidente del Consiglio
governare il Paese è un fardello enorme, sappia che il fardello e lui e che ci
sono forze giovani in grado di risollevare l’Italia.
Il futuro
dei giovani deve essere salvaguardato ad ogni costo.
In questi
giorni tutte le persone e gli organismi responsabili si preoccupano e prendono a cuore il
problema.
Lo ha
affrontato il Presidente Napolitano e poi Draghi, la Chiesa con tutti i suoi
maggiori esponenti dal Papa al Cardinale Bagnasco.
Ne
parlano e affrontano il problema tutte le opposizioni dal Pd a Vendola, da
Casini alla Camusso.
Solo per
il governo il problema non esiste. Per Berlusconi e Bossi, per il Pdl e la Lega
i giovani non esistono e non li hanno nemmeno considerati il tutte le manovre
improvvisate in questi mesi.
Per questo diciamo basta
UN GRANDE PAESE MERITA UN FUTURO MIGLIORE
Il 5 novembre,
Pd in piazza perché indignarsi non basta più.
In piazza in nome del popolo italiano per ricostruire
l’Italia.
Non
possiamo aspettare che Berlusconi se ne vada da solo o per mano di chi non ci
può dare garanzie per il futuro.
Dobbiamo
pensare a concludere questa fase e a pensare a cosa faremo dopo, dobbiamo farlo
tutti insieme.
Le
amministrative della scorsa primavera, l’esito dei Referendum con la
straordinaria partecipazione dei cittadini che hanno in coro chiesto la fine di
questo governo, l’altrettanto straordinaria partecipazione alla raccolta delle
firme per cambiare la legge elettorale, non possono essere considerato casi a se stanti e isolati.
Tutti questi
segnali devono essere legati e portarci uniti alla manifestazione del 5
novembre perché è arrivato il momento del cambiamento.
Molte
ingiustizie e leggi ad personam del Berlusconi-Bossi potranno essere corrette o
cancellate, ma per ricostruire un sano patrimonio
culturale ci vuole tempo e la partecipazione di tutti e ci vuole a partire da
subito.
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