Il sindaco di Albaredo
si raddoppia lo stipendio
ALBAREDO.
L'ira dell'opposizione per il 125 per cento in più che va in tasca a Menegazzi:
da 1.240 a 2.789 euro al mese. Aumenti consistenti anche per il vice e gli
assessori E in aula si alza un volantino: «Vergogna» Ma per la maggioranza è
tutto in piena regola
Tratto
da L’Arena 16/12/2011
Albaredo. Supermario Monti non fa
scuola ad Albaredo. Mentre il premier ha rinunciato al proprio compenso in
segno di rispetto per i sacrifici chiesti alle famiglie, sindaco ed assessori
di Albaredo hanno deciso di aumentarsi in modo considerevole lo stipendio.
La
decisione, com'era prevedibile, ha provocato uno tsunami nelle file della
minoranza, con Stefano Mattiolo a puntare il dito contro la «mangiatoia del
Natale albaretano» e l'ex consigliere Sandro Mastella ad alzare in Consiglio
comunale un volantino con su scritto «Vergogna».
In tempi di manovre durissime
e di prelievi fiscali, Paolo Menegazzi e la sua giunta non si sono lasciati
intenerire. Nel bilancio di previsione, il primo cittadino aveva innalzato il
suo compenso del 125 per cento, passando da 1.240 a ben 2.789 euro al mese.
Il
vicesindaco Devid Marin aveva optato invece per un incremento dell'80 per
cento, passando da 620 a 1.116 euro. Minore, ma pur sempre consistente,
l'aumento della retribuzione degli altri assessori, pari al 40 per cento.
Una
cifra spropositata per il gruppo consiliare «Per Albaredo-Ruta sindaco», che
tuttavia finora aveva sull'argomento mantenuto il silenzio, «sperando in una
redenzione come quella di Jean Valjean ne I Miserabili», ha detto Mattiolo. Il
ravvedimento però non c'è stato, le cifre sono rimaste quelle preventivate.
Così,
all'appuntamento con l'assestamento di bilancio 2011, è scoppiata l'ira della
minoranza.
«Possibile che abbiate tagliato tutto, i contributi alle scuole
materne, gli aiuti alle associazioni, il sostegno agli indigenti, e non vi sia
venuto in mente di ridurvi lo stipendio?», ha chiesto Mattiolo.
«Potete
ringraziare i bambini dell'asilo per la collaborazione», ha ironizzato.
Indignato, il consigliere ha tuonato contro Menegazzi, ha votato contro
l'assestamento e poi ha lasciato l'aula assieme al suo gruppo.
Sindaco ed
assessori non si sono scomposti. Hanno spiegato che le riduzioni dei contributi
nel settore sociale non sono state dovute ai minori servizi erogati, quanto piuttosto
a un «minor fabbisogno e ad una maggiore efficienza nella gestione della
contribuzione».
Anche il consigliere di «Con Albaredo Giacon sindaco»,
Alessandro De Mori, ha criticato i tagli alle scuole materne. «Noi davamo 700
euro a bambino, voi soltanto 615, non mi incantate con questa storia del minor
fabbisogno», ha dichiarato.
Per quanto concerne il compenso, Menegazzi ha
spiegato che le retribuzioni vanno considerate nei tre anni e mezzo di
amministrazione.
«Se si raffronta il lordo medio annuo della mia giunta con
quello dell'amministrazione Ruta, risulta che noi percepiamo meno soldi»,
osserva il sindaco.
Il lordo medio annuo di Menegazzi, infatti, è inferiore di
1.095 euro rispetto a quello che aveva percepito Ruta (54.682 euro contro i
55.777 euro del precedente sindaco).
E questo perché nel 2009 gli
amministratori locali erano stati costretti a ridursi lo stipendio del 30 per
cento a causa dello sforamento del Patto di stabilità da parte del Comune e nel
2010 dovettero mantenerlo al minimo.
Nel 2011 il grande balzo in avanti, con il
sindaco che ha deciso di raggiungere il tetto massimo del compenso consentito.
«Mi
sono adeguato alle retribuzioni degli amministratori dei comuni vicini», ha
spiegato il primo cittadino.
«Sono stati i miei assessori a chiedere che il mio
aumento fosse così elevato, perché ritengono che sia corretto premiare il mio
assiduo impegno per il Comune», ha concluso Paolo Menegazzi. Con buona pace dei
cassintegrati e dei lavoratori in mobilità.
Paola Bosaro
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