PENSIONI E
EVASIONE
Si deve cambiare questo decreto
“AMMAZZA PENSIONATI” e “SALVA
ITALIANI RICCHI”
Sappiamo benissimo che l’Italia è sull’orlo
del baratro e che se siamo a questo punto la colpa è solo del governo
Berlusconi-Bossi.
Non lo dimentichiamo e faremo il possibile perché
nessuno lo dimentichi anche per l’avvenire.
Tuttavia non è più possibile accettare manovre e
sacrifici dove a pagare siano sempre i soliti noti.
Non è più possibile che li accettino i cittadini più
deboli e non è possibile che vengano accettati da un partito come il Partito
Democratico, che ha fatto dell’equità sociale un principio imprescindibile.
La manovra è, nel suo complesso, quanto di più iniquo
ci si poteva aspettare da un governo tecnico.
E’ scritta sulla falsa riga dei provvedimenti presi
dal precedente governo, che ci ha portato al disastro.
Magari nell’immediato dà l’impressione di sistemare
i conti pubblici, ma è un’evidente e transitoria illusione.
L’impoverimento drastico delle fasce medio-deboli
della popolazione, con il depauperamento del potere d’acquisto da subito e con
prospettive ancor più pesanti nel medio periodo, faranno diminuire i consumi e
perciò rallenteranno ulteriormente la crescita.
Le irrisorie disponibilità derivanti dalla tassa
sul lusso sono solo uno schermo, dietro il quale cercano giustificazioni Monti e
i suoi ministri.
La mancanza di vere azioni anti evasione fiscale
con la mancanza di una vera imposizione sui grandi patrimoni farà mancare le
risorse necessarie agli investimenti indispensabili per la ricerca, per la
scuola, per l’occupazione giovanile e delle donne.
L’attacco indiscriminato alle pensioni sia sul
fronte dell’uscita dal mercato del lavoro sia su quello strettamente
retributivo contribuirà ancor di più ad impedire nuova occupazione e a creare
tensioni sociali.
E’ allora indispensabile lavorare per migliorare i
provvedimenti prima che entrino in vigore.
Il Partito Democratico su questi temi deve anche
diventare intransigente perché la partita che si gioca è troppo importante sul piano
economico-sociale e cedimenti inspiegabili porterebbero ad un ridimensionamento
e ad una sconfitta della propria rappresentanza.
Aree di recupero risorse per apportare i
miglioramenti ce ne sono, a partire da quelle sopra citate (lotta all’evasione,
tassazione dei grandi patrimoni), aggiungendo poi la messa all’asta senza
regali delle frequenze televisive ed il riordino della pubblica
amministrazione.
Rigore ed equità devono essere principi che si
muovono di pari passo senza “se” e senza “ma” e non saranno certamente teatrali
lacrime di coccodrillo o di rimorso a far credere che tutto ciò possa essere
messo da parte.
Sicuramente è auspicabile un patto tra generazione
presente e generazione futura, ma perché questo patto sia efficace bisogna che
la generazione presente sopravviva.
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