sabato 23 aprile 2011

CON ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN ARRIVO, TREMONTI NASCONDE LA STANGATA CHE DARA’ AGLI ITALIANI A PARTIRE DALL’ESTATE. SE TUTTO VA BENE SARANNO SACRIFICI PER QUASI 40 MILIARDI DI EURO NEI PROSSIMI DUE ANNI. NATURALMENTE LA LEGA APPROVA.


Nel documento sull’economia presentato da Tremonti per conto della Lega e del Pdl si era già lanciato l’allarme. Ma ora la realtà è stata chiarita al di là di ogni dubbio: quest’anno Tremonti farà un aggiustamento dei conti pubblici di qualche miliardo di euro, rinviando l’aggiustamento vero al 2013 e 2014, cioè alle decisioni che bisognerà prendere l’anno venturo e quello dopo ancora. Si prevede una stangata da cavallo, almeno 35 miliardi secondo lo stesso Tremonti. Da 35 a 60 miliardi secondo l’economista Tito Boeri, che su La repubblica mette insieme i conti.
Con i tasso di crescita attuali e con quelli previsti dal governo per i prossimi anni anche la Banca D’Italia lancia un accorato allarme per richiedere riforme vere che alimentino la crescita economica per arrivare ad un contenimento del debito pubblico.
Il direttore generale di Confindustria, Gianpaolo Galli, ascoltato alla Camera dei deputati in vista della discussione sui documenti economici del governo è stato chiaro: le riforme non ci sono, la scossa non esiste, non c’è niente per la crescita.
Del piano nazionale per le riforme non c’è traccia. Tutto quello che si intravvede è una politica economica che ha come obiettivo strategico il rinvio ai posteri di manovre molto pesanti senza avere nel frattempo varato alcun provvedimento favorevole alla crescita e quindi tale da ridurre l’entità dell’aggiustamento dei conti pubblici necessario dal 2013 in poi, quando dovrà obbligatoriamente essere varata una manovra da quasi 40 miliardi come riconosce lo stesso documento di economia e finanza del governo.
Un rimedio lenitivo potrebbe essere trovato con l’adozione di misure per incentivare la crescita già da quest’anno ma per Tremonti, il Pdl e La Lega ciò non è possibile perché ci sono le elezioni.
Quindi nessuna riforma dal governo e nessun aumento di crescita per il paese.
Eppure gli avvertimenti e gli appelli non mancano. Banca D’Italia, Corte dei Conti, Istat durante le audizioni hanno sollecitato interventi per migliorare i conti pubblici. Hanno sollecitato una manovra già da subito e per settembre una manovra ancora più incisiva in previsione per i prossimi due anni. Ma, ripetiamo, per Tremonti, il Pdl e La Lega dobbiamo solo fare un po’ di manutenzione dei conti.
Ritardi, imperizia, cinismo, incapacità, calcoli elettorali, necessità di salvare il premier a tutti i costi dai suoi problemi con la giustizia presenteranno un conto molto salato agli italiani e la manovra o aggiustamento che verrà lasciata in eredità ai posteri sarà il più cospicuo della storia repubblicana.

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