sabato 23 aprile 2011

Nucleare: Il governo non ha una politica energetica


Dopo averlo messo al centro del programma elettorale e averlo confermato continuamente, il governo ha fatto marcia indietro sul nucleare. Con il duro colpo alle fonti rinnovabili, questa giravolta dimostra che la destra non ha una strategia a lungo raggio sul settore energetico. E cosa ancora più grave è che questa decisione è stata presa per tentare di far fallire i referendum di giugno, fra i quali quello sulla giustizia che tanto preoccupa il premier.

IL SEGRETARIO DEL PD BERSANI MANDA UN MESSAGGIO A TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI DEL PARTITO DEMOCRATICO.
Ciao,
il governo si è rimangiato la sua strategia sul nucleare: con un emendamento rinunciano a costruire nuove centrali. E’ una vittoria del PD, che ha sostenuto, anche prima di Fukushima, che la strada scelta era sbagliata. Ora teniamo alta la guardia e lavoriamo per raggiungere il quorum, perché solo per paura del referendum rinunciano a un piano impresentabile portato avanti per due anni.  

Ieri alla Camera, durante il question time, ho chiesto al governo di risponderci sul futuro del  settore dell’energia alternativa: oltre 100.000 posti di lavoro, quasi tutti di giovani, sono a rischio perché lo stanno distruggendo. Gli ecoincentivi per le rinnovabili vanno bilanciati, invece il governo ha dormito per tre anni, poi si è svegliato e ha bloccato tutto. Ho chiesto di dirci precisamente e urgentemente cosa vogliono fare.
La strategia è chiara: parlano d’altro per non parlare dei problemi, come il lavoro. Ora dicono di voler cambiare la Costituzione per nascondere come il programma di riforme di Tremonti contiene tagli per 39 miliardi. Basta leggere le tabelle, dicono anche che verranno tolti alla scuola 14 miliardi, come ha dimostrato Enrico Letta a Ballarò, svelando come la Gelmini non sapeva di aver approvato i tagli. 

L’impegno di tutti noi per batterli non ha tregua, aiutaci anche tu: iscriviti al PD 

A presto,
Pier Luigi Bersani

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