mercoledì 18 maggio 2011

LA LEGA PERDE VOTI A MILANO E IN TUTTO IL NORD E LA COALIZIONE DI DESTRA E’ IN PERICOLO


A Milano, nella capitale della Padania, la Lega perde quasi 5 punti percentuali rispetto alle Regionali del 2010. Per la verità perde in tutte le città del Nord, anche quelle che ha sempre ritenuto storiche.
Perde perché incapace di essere una forza propositiva, perché va al traino di Berlusconi senza possibilità di elaborazioni autonome.
Il carroccio ha assecondato l’etica relativa del Cavaliere anche perché ne condivide il retroterra culturale. Anche per questo ha ottenuto un risultato deludente a Milano e un po’ ovunque.

Milano è il cuore dell'alleanza tra la Lega e la destra. E Bossi oggi deve prendere atto che quell'alleanza non paga, al di là delle auto blu che portano i leghisti a Roma a tenere il sacco berlusconiano delle leggi ad personam, a dire in Parlamento sì alla menzogna spaventata del Premier su Ruby nipote di Mubarak, a tradire la fiducia nella legalità della base padana, a reggere una politica ideologica sull'immigrazione con un Premier che ha cambiato cinque volte posizione sulla "primavera" dei Paesi arabi: entrando nei vertici internazionali con una posizione per uscirne con la posizione opposta, senza nemmeno aver consultato la Lega.

Il partito del federalismo, quello de doveva garantire meno tasse e più servizi si è ridotto a fare tutto il contrario. E’ alla mercé di Berlusconi senza via d’uscita e ritorna ad essere quel partito altanelante (passa dal 10% al 3% negli anni novanta, riacquista quota nel 2008 e arriva al 12% nel 2010 e ritorna al 9% nel 2011) che gli elettori usano per protesta per poi abbandonare quando non serve.

Per Bossi e i suoi il consenso è sempre stato molto fluttuante: sale e scende sulla spinta degli elettori “infedeli” che li scelgono e li usano a seconda dei momenti.
Per rivendicare o protestare.

La Lega ha perso la sua autonomia ed oggi è “reclutata” dal berlusconismo. Non riesce più nemmeno ad essere estremista perché questo spazio è stato occupato da Berlusconi, da La Russa e dalla stessa Moratti.

In quest’ottica rimane inattuabile anche un dialogo tra Bossi e Berlusconi che, rimasti senza parole, per ora infatti non parlano. E parlasi tra loro, in futuro, sarà sempre più difficile.

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