Per Confindustria: in Italia, ripresa anemica
ristagnano Pil e produzione industriale
ristagnano Pil e produzione industriale
Duro giudizio del centro studi di viale dell'Astronomia. A livello globale la ripresa è "solida anche se meno rapida", ma in Italia "gli indicatori confermano i segnali di stagnazione: difficile andare oltre l'1% di crescita nel 2011"
IL MONDO E’ IN RIPRESA MA L’ITALIA STENTA E CONTINUA A DELUDERE.
Il mondo è ripartito e negli USA con una robusta ripresa si stanno creando nuovi posti di lavoro; Francia e Germania stanno trascinando l’Europa. L’Italia tuttavia rimane il fanalino di coda e Confindustria ribadisce la preoccupazione per la crescita troppo lenta in questa delicata fase di uscita da una lunga crisi economica.
"La ripresa in Italia resta anemica - sottolinea l'analisi di Confindustria - . Il Pil nel primo trimestre è aumentato dello 0,1% sul quarto 2010 (contro l'1,5% tedesco e lo 0,8% dell'Eurozona), con la produzione industriale rimasta ferma (-0,1%). Cresciuta in media dello 0,1% mensile da luglio 2010, in aprile è aumentata dello 0,2% su marzo (stime Csc); nel secondo 2011 l'acquisito è del l'1%".
Con il dato del primo trimestre sarà molto difficile arrivare ad una crescita dell’1% su base annua e già con questo risultato ci troviamo sotto le stime del governo che in aprile nel Def aveva stimato la crescita all’1,1%.
Con il dato del primo trimestre sarà molto difficile arrivare ad una crescita dell’1% su base annua e già con questo risultato ci troviamo sotto le stime del governo che in aprile nel Def aveva stimato la crescita all’1,1%.
Non è ottimista la situazione che ci aspetta e non è ottimista il quadro tracciato dal Centro Studi di Confindustria. Inoltre i consumi sono resi cauti dal timore di disoccupazione, per la diminuita fiducia dei consumatori a causa delle accresciute incertezze del contesto economico che incidono sui bilanci individuali e delle famiglie.
La Cassa Integrazione poi ha smesso di diminuire e gli investimenti sono scoraggiati dai bassi margini di profitto.
IN QUESTO CONTESTO IL GOVERNO DEL PDL E DELLA LEGA, IMBECCATO DA TREMONTI, CONTINUA A PREDICARE CHE LE COSE VANNO BENE E CHE I CONTI SONO IN ORDINE. PECCATO CHE A DISTANZA DI UN SOLO MESE LE PREVISIONI CHE HANNO INDICATO NEL “DEF” (DOCUMENTO ECONOMICO FINANZIARIO) SI DIMOSTRINO GIA’ SBAGLIATE.
Intanto secondo un rapporto ISTAT
Un italiano su 4 sperimenta la povertà
«Giovani e donne pagano la crisi»
«Giovani e donne pagano la crisi»
IL RAPPORTO ISTAT
Un italiano su 4 sperimenta la povertà
«Giovani e donne pagano la crisi»
«Giovani e donne pagano la crisi»
Allarme per la condizione femminile:«insostenibile» il carico di cura. Mezzo milione disoccupati in più under 30
Circa un quarto degli italiani (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) «sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale».
- PIL, ITALIA FANALINO CODA
- DISOCCUPAZIONE GIOVANILE: OLTRE MEZZO MILIONE (501.000) DI GIOVANI OCCUPATI IN MENO NELLA FASCIA TRA I 15 E I 29 ANNI
- SCUOLA, 18,8% GLI ABBANDONI SCOLASTICI PREMATURI
- DONNE -Sconfortante anche il quadro sulla condizione femminile. Peggiora la qualità del lavoro e la disparità salariale rispetto ai colleghi uomini è del 20%. Ben 800.000 donne, con l'arrivo di un figlio, sono state costrette a lasciare il lavoro, perché licenziate o messe nelle condizioni di doversi dimettere.
- FAMIGLIE, RISPARMIO AI MINIMI DEGLI ULTIMI VENT'ANNI
E CONTEMPORANEAMENTE LE AGENZIE DI RATING DECLASSANO ANCORA L’ITALIA DOPO CHE IL DEBITO PUBBLICO, NEI TRE ANNI DEL GOVERNO BERLUSCONI, E’ ARRIVATO AL 120 PER CENTO DEL PIL (PRODI LO AVEVA LASCIATO AL 104 PER CENTO).
DOPO LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE ARRIVERA’ LA STANGATA DEL GOVERNO.
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