venerdì 6 maggio 2011

PER IL PARTITO DEMOCRATICO BISOGNA RIMETTERE AL CENTRO LA POLITICA PER LA CRESCITA E PER IL LAVORO


“Il PD vuole essere il partito del lavoro”. Così afferma Pier Luigi Bersani rivolgendosi a “chi il lavoro ce l’ha, ma ha paura di perderlo, a chi non ce l’ha e lo cerca, ma anche a coloro che nemmeno lo cercano più”. In Italia, sostiene Bersani, c’è troppo poco lavoro, troppo poco lavoro per le donne, troppo poco lavoro per i giovani: “solo uno su cinque è occupato. E quasi sempre lo è con un contratto precario”. Bisogna lottare contro la precarietà: “Il lavoro precario deve costare di più di quello stabile, c’è bisogno di un salario minimo per chi non è coperto dal contratto nazionale; servono investimenti pubblici per dare un po’ di lavoro”. Dunque, più crescita, una politica economica diversa, e una politica industriale. “Noi vogliamo essere il partito del lavoro e rimettere al centro dell’attenzione questo problema”.

Il lavoro deve essere rimesso al centro dell’agenda politica. L’occupazione, e in modo particolare quella giovanile e femminile, è l’assoluta priorità del paese. Anche oggi l’Istat ci ricorda i quasi 600.000 posti di lavoro perso dall’inizio della crisi ai quali si aggiungono i circa 400.000 lavoratori e lavoratrici in Cassa Integrazione. Circa 1.000.000 di occupati in meno.

 Serve un piano per disincentivare il ricorso al lavoro precario attraverso l’allineamento dei costi con il lavoro stabile, serve introdurre un salario minimo per i lavoratori esclusi dal contratto nazionale.
E serve, soprattutto, aprire una stagione di riforme e di crescita, condizione indispensabile per una ripresa occupazionale, oltre che per il risanamento dei conti pubblici.
Il tempo dell’attendismo e della propaganda è finito.
Il futuro dei lavoratori, in particolare delle generazioni più giovani, è il futuro dell’Italia.
Soltanto così si celebra davvero la festa del lavoro.


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