Il risveglio del popolo Libico è stato trasformato in una tragedia epocale dalla reazione sanguinaria di Gheddafi: aerei ed elicotteri hanno sparato sulla folla. Il paese è in fiamme. Centinaia i morti. Di fronte a questa tragedia il governo italiano, con il proprio comportamento, ha infangato la faccia dell’Italia di fronte al mondo. Mentre l’Europa invocava interventi fermi e duri, il Presidente del Consiglio taceva. Il Ministro degli Esteri Frattini esitava. In passato eravamo noi l’avanguardia dell’Europa in quell’area. Dovremo essere noi, per il nostro ruolo storico e per la nostra collocazione geografica, a far capire il Nord Africa e il Medio Oriente al resto dell’Europa. E invece c’è solo un colpevole silenzio.
Ma ormai il danno del governo è stato fatto. Sull’Italia è sceso il gelo degli altri paesi europei per una condotta scandalosa. Tutti ricordano poi le allegre vacanze romane di Gheddafi, con tanto di festeggiamenti ufficiali, cariche di cavalleggeri, teatrali abbracci e scambio di considerazioni su amazzoni e corano.
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