giovedì 10 febbraio 2011

LA SCOSSA ALL’ECONOMIA PROPOSTA DA BERLUSCONI E’ TALMENTE FINTA CHE HA FATTO FLOP PRIMA ANCORA DI ESSERE DECISA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI


Il tentativo di coprire i guai giudiziari del premier e di far vedere che il governo è attivo sul piano del fare (strategia inventata da Giuliano Ferrara) ha fatto rumore sul piano mediatico grazie ai telegiornali di proprietà e a quelli compiacenti della Rai. Ma nemmeno i quotidiani più buoni con il governo sono riusciti a nascondere che la famosa scossa all’economia è già un flop. Perfino “Il Foglio” di Giuliano Ferrara lo ha scritto nero su bianco, scaricando la colpa sul ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
NEMMENO LA PROPAGANDA RIESCE A MONTARE LA SCOSSA CHE DOVEVA DISTRARRE L’ATTENZIONE DEGLI ITALIANI.
LO STRATEGA FERRARA FA UNA BRUTTA FIGURA.
TREMONTI SI DILEGUA.
E PERFINO CONFINDUSTRIA STORCE IL NASO.
Alla conferenza stampa di presentazione della famosa scossa si presentano in sette.
La ricetta che illustrano sembra il lievito del panettone. Man mano che gli esperti vanno a verificare di che si tratta scoprono nell’ordine:
  • la riforma dell’artico 41 della costituzione dovrà seguire l’iter previsto per le riforme costituzionali (da un anno a un anno e mezzo di lavori parlamentari);
  • la revisione degli incentivi, come molti altri provvedimenti, è stata esaminata e comunque se ne prevede l’entrata in vigore nel 2012;
  • il ministro Paolo Romani presenta il primo (dice Lui) investimento sulla banda larga, parlando di migliaia di posti di lavoro, di infrastrutture e quant’altro: in realtà si tratta di 100 milioni di euro da investire nel superamento del cosiddetto digital divide, rimediati all’ultimo momento (il governo Prodi ne aveva appostati 800 milioni, ma sono stati usati per altri scopi). La banda larga non c’entra nulla. Per farla tutti gli esperti sanno che bisognerà investire da 10 a 15 miliardi di euro.
Tremonti, appena fatta una breve prolusione sull’art. 41 si dilegua, consapevole del flop.
Solo i Tg di proprietà e quelli della Rai occupati dai fedeli del premier continuano a parlare di scossa.
La Confindustria, da tempo sostenitrice di Berlusconi, non riesce a mentire sulla pochezza della prova. E così la furba strategia di Giuliano Ferrara finisce in un flop.

Il vero segno lasciato dal governo sul tema delle liberalizzazioni è stato quello della cancellazione delle liberalizzazioni varate da Bersani.
Il PD fa vedere come si fa e (vedi il sito www.partitodemocratico.it) presenta le sue “vere” 41 liberalizzazioni che si possono fare subito.

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